Ieri è stato l’8 Settembre, data che molti considerano fatidica e cruciale nella Storia del nostro Paese. Sinceramente, non mi sono ricordato fino a tarda sera, quando la ricorrenza è stata ricordata dal coraggiosissimo compagno radicale Piero Bonano durante la consueta riunione del martedì.
Mi è parso quindi naturale interrogarmi sul perché, al di là della mia frenetica giornata lavorativa, non mi fossi soffermato nemmeno un attimo col pensiero su quel giorno, che ha segnato inesorabilmente la drammatica agonia del fascismo e la rinascita democratica dell’Italia.
Sono arrivato alla conclusione, forse un po’ apodittica e troppo personale, che l’8 Settembre non ha significato molto per l’Italia. Nel nostro disgraziato Paese, infatti, sono ben vive e presenti molte delle strutture, e delle corrotte incrostazioni, del Regime Fascista. E questo, beninteso, non dall’avvento del Cavaliere, ma, in forma già clamorosa, sin dagli anni Cinquanta, quel periodo che, Pannunzio dixit, vide l’avvento della “repubblica delle pere indivise”, ovvero di quel Regime Partitocratico (con la nascita, come di recente ha scritto Pannella, di tanti “piccoli PNF”) che attanaglia la nostra società, rendendola ingessata.
Qualche anno fa, Bersani tentò delle timidissime liberalizzazioni (non arrivando nemmeno a sfiorare corporazioni odiose come assicurazioni, banche, notai, giornalisti: si limitò a farmacie, taxi e pochissimo altro) ottenendo risultati pressocché nulli, in buona parte a causa delle resistenze, anche politiche, di quelle corporazioni stesse. Per questo, oggi l’Italia è un Paese sempre più polveroso e immobile, con una Giustizia (amministrata dalla corporazione dei magistrati e dall’Ordine degli Avvocati) ormai putrescente, come dimostrato dalle recenti inchieste radicali sullo stato delle carceri e dalla conclamata impossibilità, per un sistema giudiziario sfasciato, di gestire i milioni di processi ad oggi pendenti.
Medici, avvocati, notai, farmacisti , architetti, commercialisti, giornalisti, con i loro Ordini di fascista memoria, il sistema previdenziale burocratico e centralizzato statalmente, il clientelismo, la corruzione e il nepotismo nella politica, il rigido prevalere di uno Stato Etico (dopo la legge sulla procreazione medica assistita, è in approvazione un obbrobrioso finto testamento biologico), la criminalità e la violenza di Stato con gli omicidi politici del Ventennio, quelli del Sessantennio e la perpetua aggressione dei cittadini-sudditi (penso a chi è morto in carcere dove era detenuto per autocltivazione di marijuana o oltraggio a pubblico ufficiale), gli interventi dirigisti dell’economia sono tutte eredità del Fascismo bellamente perpetuatesi in sessant’anni di Partitocrazia.
Un regime putrido deve e dovrà necessariamente essere sovvertito da una Rivoluzione Liberale che ad oggi appare come un’Araba Fenice visibile solo a qualche folle visionario. Ma pazienza. Dicevano lo stesso, negli anni Sessanta, alla nascita della LID, quella Lega Italiana del Divorzio che, poco più di un decennio dopo, fu l’architrave di una clamorosa e frastornante vittoria liberale e laica.
Infine, voglio ringraziare l’amico Carmelo Impusino che, sorvolando sulla mia pigrizia e lentezza nel portare avanti il comune progetto di creare un’associazione di blogger e internauti di area liberale radicale (e non parlo intenzionalmente di “galassia” in quanto ci rivolgiamo anche ai “non pannelliani”), ha fatto una cosa molto radicale: se n’è fregato, si è rimboccato le maniche e ha creato questo spazio, facendomi una bellissima sorpresa. Sono sicuro che con Domenico, Umberto, Cosimo, Luigi e tutti gli altri amici radicali di Politica in Rete sapremo renderlo qualcosa di unico.
Da parte mia, siccome non ho un blog personale, posterò qui gran parte dei miei piccoli articoli, sperando che possano fornire qualche spunto di riflessione a tutti voi, che siete spesso molto più brillanti di me.






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Salutoni, Carmelo
Andrea, tu hai un compito ben più oneroso, quello di gestire una comunità come Politicainrete, con quasi 2000 iscritti e decine di migliaia di visite al giorno. Quindi tutto ti si può dire, tranne che sei pigro! E poi senza Politicainrete non esisterebbe neppure questo sito, dato che Pol ci ha permesso di incontrarci ,organizzarci e di mantenere i rapporti anche dopo la scomparsa di pol.net ( altrimenti ci saremmo persi). Questo sito non costa nè particolare impegno, nè tanto tempo nè soldi. E’ tutto gratuito, e i pezzi arrivano copiosi da parte dei nostri autori ( un grazie particolare a Domenico per i suoi contributi !!). Averti tra le nostre penne d’assalto è un privilegio unico ! Non immaginavo scrivessi così bene ( su Pol la brevità dei messaggi non lascia trasparire certe doti ). Questo sito diventerà il nostro piccolo punto di riferimento ( e sta certo che per le regionali- alle quali probabilmente i radicali parteciperanno- saremo già forti e collaudati) . Un salutone, Carmelo.
sono pienamente d’accordo con la brillante analisi fatta da Andrea.
Dal fascismo alla partitocrazia.. ma noi speriamo nella rivoluzione liberale, quella promessa dal primo berlusconi che poi, preso dal populismo e dagli interessi delle lobby che lo sostengono, si è trasformato in piccolo putin-gheddafi… Non vi nascono che nutro speranze in Gianfranco FINI… aspettiamo che cada o finisca il suo mandato questo governo (sperando che non faccia troppi danni) e poi vedremo cosa succede..
ciao e grazie carmelo
Troppo gentili, è un articoletto che necessitava di più tempo e cura.
Straquoto Alex sul primo Berlusconi e anche su Fini penso che non siamo i soli a sperarci, e personalmente non guardo solo a lui, ma a tutta un’area di destra, laica e modernista, che può dare un contributo fondamentale a una tanto auspicata evoluzione politica del centrodestra.
A Carmelo dico che sono anche aiutato molto bene da altri tre admin, e che questo spazio può diventare non un piccolo, ma un grande punto di riferimento, anche pensando allo stato in cui versa radicali.it, per esempio. Mi riferisco anche all’inveterata abitudine radicale delle mailing list che, se da un certo punto di vista sono preziose, tuttavia non consentono alcun tipo di proselitismo sulla rete. Certo, è una maniera di contattare tanti compagni o simpatizzanti, ma i loro indirizzi provengono spesso dall’attività per strada. Invece, credo che un primo contatto o approccio debba e possa avvenire, oggi, anche sulla rete. In questo senso, Radical Web può rivelarsi un preziosissimo strumento.