(ASCA) – Roma, 27 ago – Ognuno puo’ sollevare i suoi dubbi ”ma da lui, in quanto presidente della Camera, mi aspetto neutralita’. In altre parole che sia, come sempre, super partes, che rispetti in pieno la volonta’ del Parlamento”.Lo dice Monsignor Rino Fisichella, presidente della Pontificia accademia per la vita, in un’intervista al Corriere della Sera riferendosi a Gianfranco Fini e al suo annuncio che fara’ il possibile per cambiare il testo del ddl sul testamento biologico uscito dal Senato.Partendo dal ”presupposto che le leggi sono sempre perfettibili”, Fisichella sottolinea che ‘’sinceramente non capirei uno stravolgiemnto di quelle norme nell’aula della Camera perche’ sono state votate da una larga maggioranza di senatori, compresi alcuni dell’opposizione. Mi risulta inoltre di difficile comprensione tutta questa insistenza a voler modificare il testo. In fondo alla Camera ci sono, piu’ o meno , gli stessi equilibri parlamentari esistenti a Palazzo Madama. E quindi delle due l’una: o i senatori hanno preso un abbaglio oppure si tratta di un tentativo ideologicamente ingiustificato”.

L’ennesima intrusione di un esponente del Vaticano ( nel caso di specie Monsignor Fisichella) nella vita politica italiana, che fa seguito a quelle di Famiglia Cristiana, dell’Avvenire, della Cei ripetutesi negli ultimi mesi,  costituisce un’ingiustificabile aggressione alla sovranità nazionale italiana ed un attacco alla libera determinazione del Parlamento.  In un paese “normale”, libero e laico,  una personalità straniera ( per quanto esponente di una confessione religiosa) non dovrebbe influire sulla libertà d’azione del Presidente della Camera dei Deputati o sulla libertà di voto dei parlamentari, tanto più su un tema così delicato come l’interruzione della vita e la libertà di vivere e morire in maniera dignitosa .

Rimpiangendo un Santo Pontefice che sul punto di morte disse a chi lo curava ”Lasciatemi andare alla Casa del Padre”,  mi permetto di rivolgere a Monsignor Fisichella , al Vaticano, alla Cei  una devota supplica:  Potete, per favore, farvi una volta tanto gli affari vostri ?

 

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