EMMA BONINO: “DA NOI IL MASCHILISMO NON E’ UN’ESCLUSIVA DEI BERLUSCONES”
L’Atro – 9 ottobre 2009
di Eloisa Covelli
Emma Bonino, lei si è sempre dichiarata contraria al burqa in Italia, cioè al velo integrale. Secondo lei, è una questione di ordine pubblico o di rispetto della donna?
«Chi si rende irriconoscibile in pubblico – uomo o donna, con passamontagna o burqa – si scontra con uno dei pilastri della convivenza civile, quello dell’assunzione della responsabilità individuale. Questo è per me un punto fondamentale in uno stato di diritto».
Cosa ne pensa dell’uso di chador o hijab in Italia, ovvero dell’uso del velo che lascia scoperto il volto?
«Per gli stessi motivi, finché il viso è scoperto non ho alcun problema».
Come si fa a coniugare il rispetto per la cultura islamica con le leggi italiane?
«Intanto distinguendo appunto tra cultura e religione, il che non sarebbe una cattiva idea.
Ma soprattutto promuovendo una politica dell’integrazione individuale anziché comunitaristica, evitando cioè che i musulmani in Italia formino delle comunità chiuse all’interno delle quali la sharia prevale sulle leggi dello Stato».
Ma l’Islam prevede l’uso del burqa o del velo?
«Come ci ripetono da tempo e in maniera insistente le più alte cariche islamiche, il burqa e gli altri copricapi integrali non sono simboli religiosi ma discendono da arcaiche tradizioni tribali che vedono nella donna un essere inferiore la cui presenza va tenuta il più possibile nascosta o addirittura annullata».
Secondo lei qual è la condizione della donna islamica oggi in Italia?
«Non rosea perché da una parte c’è intolleranza, che a volte rasenta il razzismo, e dall’altra usanze dure a morire ma che magari nel paese d’origine, grazie all’emancipazione femminile, cominciano ad essere abbandonate – penso ad esempio all’infibulazione e alle mutilazioni genitali femminili o ai matrimoni forzati – e che qui invece trovano un terreno fertile perché fuori da qualsiasi controllo sociale. Gli episodi delle giovani ragazze assassinate dal padre perché volevano vivere “all’occidentale”, o perché avevano un fidanzato italiano, ne sono gli esempi più eclatanti e tragici».
E la condizione della donna italiana? Proprio ieri Rosy Bindi è stata insultata in diretta da Berlusconi e Castelli. Cosa ne pensa? Bisogna riderci su o preoccuparsi?
«E’ semplicemente patetico. Nessuno scontro politico giustifica ingiurie di stampo misogino, così dozzinali per giunta. Sono sorpresa che nessuno dei “signori” presenti in studio si sia sentito in dovere di reagire alle parole di Berlusconi e di Castelli. Forse perché da noi il maschilismo non è un’esclusiva dei berluscones o dei leghisti… »
Emma Bonino è attualmente Vicepresidente del Senato della Repubblica, eletta nell’aprile 2008 nelle liste del Partito Democratico. Nella scorsa legislatura è stata Ministro per il commercio internazionale e per le politiche europee nel governo Prodi II e deputato della Rosa nel pugno. Fino alle elezioni politiche del 2006, era deputato europeo e ha fatto la spola tra le sedi di lavoro dell’Unione europea e Il Cairo. Ha puntualmente proseguito l’attività connessa al suo mandato parlamentare, ma al Cairo ha potuto frequentare lezioni di lingua araba, che le consentono oggi di seguire le trasmissioni di Al-Jazeera e di leggere i principali quotidiani del Medio Oriente. Dal marzo 2003 cura per Radio Radicale la rassegna della stampa araba, iniziativa unica nel panorama dell’informazione italiana. E’ divenuta così uno dei più autorevoli esperti e commentatori dei problemi dell’area.
http://www.emmabonino.it/news/7782






Comments are closed.