Udite udite, o rustici! La Corte Costituzionale ha bollato come incostituzionale la Legge 124 del 2008, ossia il cosiddetto Lodo Alfani fu Lodo Schifani (2004) fu Lodo Maccanico. La solita epopea forense che genera discussioni infinite e che non porta, in concreto, a nulla.

Corte Costituzionale dal suo sito Lodo Alfano made in Italy

Andiamo per gradi. Il Lodo Alfani, ribadiamo per correttezza, prevede (cioè, avrebbe preveduto… ma forse prevederà) la sospensione dei processi penali nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato. Un solo articolo, otto commi.

La Consulta ha però bloccato il tutto, la Costituzione non ci sta. E sono due i punti da tenere in considerazione. Il dato formale e quello più strettamente contenutistico. Il Lodo è lesivo dell’articolo 3 della Costituzione, cioè del diritto di uguaglianza, e lo è perché una differenziazione del trattamento dei cittadini potrebbe esser praticata unicamente da una legge costituzionale (articolo 138). Il che è come dire che basterebbe trasportare il testo in una norma di grado pari alla Costituzione (e l’attuale maggioranza parlamentare non dovrebbe avere grossi problemi) e le jeux sont fait. Ragionamento per cui non capisco lo sconfinato entusiasmo con cui è stata accolta questa sentenza.

Franceschini ha dichiarato che il grande merito dei giudici costituzionali sia stato quello di ribadire il principio su cui si basa l’intera scienza penalistica del nostro paese: la legge è uguale per tutti. Uno slogan molto efficace e di sicura presa emotiva. Ma anche tremendamente impreciso. La legge in Italia non è uguale per tutti. E non mi riferisco a Berlusconi che sembra la faccia sempre franca (ma forse ora si vedrà riaperto il processo Mills e quello per i diritti tv di Mediaset): hanno speso fiumi di parole su questo per cui non intendo diventar noiosa sproloquiando su fatti detti e ridetti. Mi riferisco, invece, ad un istituto che ha nome “immunità parlamentare” e che è previsto dalla stessa Costituzione (articolo 63) per cui non ci sono intolleranze di sistema. I membri del Parlamento possono essere arrestati o perseguiti o privati della libertà personale solo previa autorizzazione del Presidente della Camera di appartenenza. Un’accortezza che non mi risulta sia riservata anche agli altri cittadini e che quindi…

Torniamo al Lodo Alfano, incostituzionale per solo 9 giudici su 15. Cioè per una maggioranza risicata. Napolitano, l’anno scorso, lo aveva promulgato. Cioè lo aveva firmato dichiarando che non ne vedeva manifesta incostituzionalità (con una piccola nota a margine per spiegare i suoi motivi). Oggi fa sapere, invece, che sta dalla parte della Costituzione e della Corte.

Il calderone della politica italiana ribolle già da qualche ora. Berlusconi da Palazzo Venezia (hummm…) ha attaccato il Presidente della Repubblica, la Corte, l’opposizione: “queste sono le cose che mi caricano!”. Nessuno (tranne l’Italia dei Valori di Donadi) chiede le dimissioni del Governo, ovviamente perché nessuno ora come ora sarebbe in grado di organizzarsi per fronteggiare nuove elezioni (figuriamoci il Pd che ancora deve risolvere il problema primarie). Casini allontana il giudizio universale. Rosy Bindi a Porta a Porta e il Premier in collegamento telefonico. No, non è cambiato proprio nulla. Made in Italy.

Il diritto serve a far vivere da santi un gruppo di ladroni, diceva Kant.

 

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