La notizia che vi proponiamo, tratta da La Repubblica, fa piangere o ridere, a seconda dei punti di vista. Prima di proporvela una doverosa premessa.. Il sottoscritto, così come tutta la redazione di Radicalweb, è un convinto sostenitore dell’inutilità dell’insegnamento della religione nelle scuole pubbliche. Pagare 12.000 persone perchè insegnino la religione cattolica ( o qualsiasi altra religione) agli studenti è uno spreco assurdo, un’aggressione alla parità e alla libertà di culto, uno scempio che va contro la necessità di razionalizzare la spesa pubblica e che ha già portato a pesantissimi e dolorissimi tagli all’ Istruzione in questo Paese. Soprattutto alla luce del ridimensionamento del personale docente operato con la Riforma Gelmini non può avere senso che a 12.000 privilegiati, nominati su segnalazione della Diocesi di appartenenza ed assunti tramite concorso interno riservato, venga riconosciuto addirittura un aumento di 220 euro nella busta paga. Può essere mai sensato che decine di migliaia di insegnanti siano rimasti a casa in questo anno scolastico 2009-2010 , e che al contempo ai docenti più inutili e scelti dai Vescovi venga riconosciuto un aumento così sostanzioso? Tremonti oltre ad essere diventato socialista in economia si starà affezionando pure alle gonnelle dei Vescovi ? Tutte le discipline hanno subito con la Riforma Gelmini pesanti tagli delle cattedre, tranne ovviamente la “Religione”, considerata così essenziale da meritarsi pure un aumento .. Dopo questo sfogo vi lascio all’articolo di Salvo Intravaia , sperando non vi roviniate troppo il fegato scorrendo le righe di questo pezzo.. Se siete insegnanti precari e senza incarico non leggetelo… ve lo consiglio per il bene delle vostre coronarie..
Carmelo Impusino
—————————————————————————————————————————————–
Aumenti ai prof di religione. È la “sorpresa” di Tremonti, nella busta paga del mese di maggio troveranno circa 220 euro in più.
di SALVO INTRAVAIA
SCATTI stipendiali per gli insegnanti, ma solo per quelli di religione. Lo ha stabilito il ministero dell’Economia lo scorso 28 dicembre. Mentre i sindacati della scuola sono alle prese con un complicato rinnovo del contratto in favore di tutti i docenti e gli Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari) della scuola, alla chetichella quelli di religione nella busta paga del mese di maggio troveranno una gradita sorpresa: il “recupero” degli scatti (del 2,5 per cento per ogni biennio, a partire dal 2003) sulla quota di retribuzione esclusa in questi anni dal computo. Supplenti compresi.
A spiegare la portata del provvedimento, che porterà nelle tasche degli interessati un bel gruzzoletto, è lo Snadir (il sindacato nazionale autonomo degli insegnanti di religione). “Gli aumenti biennali per gli insegnanti di religione, che in precedenza venivano calcolati nella misura del 2,5 per cento del solo stipendio base, dovranno ormai ammontare al 2,5 per cento dello stipendio base comprensivo della Indennità integrativa speciale”. Una cosetta di non poco conto visto che l’Indennità integrativa speciale rappresenta circa un quarto dell’intera retribuzione dell’insegnante e che gli anni da recuperare sono tanti, quasi quattro bienni.
Quanto basta, e avanza, per riaccendere la polemica sui privilegi assegnati dallo Stato in questi ultimi anni ai docenti di religione cattolica: accesso alla cattedra su segnalazione dell’ordinario diocesano, assunzione sulla base di un successivo concorso riservato, passaggio ad altra cattedra in caso di perdita del requisito per insegnare la religione (l’attestato dell’ordinario diocesano) e scatti biennali anche per i precari). “Mentre il ministro Tremonti a dicembre ricorda alla Curia che presto saranno liquidati gli scatti biennali di anzianità al personale docente di eligione con incarico annuale o di ruolo, che non ha mai richiesto tale indennità sotto forma di assegno ad personam, permane, purtroppo, il silenzio verso tutto il restante personale precario”, dichiara Marcello Pacifico, presidente dell’Anief (l’Associazione nazionale insegnanti ed educatori in formazione).
La questione è di particolare attualità perché una sentenza della Corte di giustizia europea del 2007 ha riconosciuto, secondo il principio di non discriminazione, il diritto agli scatti di anzianità anche a favore dei precari. E da allora sono diverse le associazioni di insegnanti italiane e sindacati che hanno intrapreso la via giudiziaria per farsi riconoscere questo diritto. Ma, ancora, non si sono visti i risultati.
E mentre migliaia di precari di lungo corso sono in attesa di un riconoscimento economico. Folgorato sulla via di Damasco, il ministero dell’Economia, scrive: “A seguito degli approfondimenti effettuati in merito all’oggetto, si comunica che questa Direzione ha programmato, sulla mensilità di maggio 2010, le necessarie implementazioni alle procedure per il calcolo degli aumenti biennali spettanti agli insegnanti di religione anche sulla voce IIS (Indennità integrativa speciale, ndr) a decorrere dal 1 gennaio 2003″.
Il diritto agli scatti biennali in favore degli insegnanti di religione è stabilito da una legge del 1980, che poteva anche avere un senso: siccome i docenti di religione erano precari a vita, non era prevista cioè la loro stabilizzazione, era necessario stabilire un meccanismo per aggiornare loro lo stipendio. Ma poi nel 2005 arrivò il concorso e l’immissione in ruolo. E mentre per i precari della scuola non è previsto nessun aumento di stipendio in relazione all’anzianità di servizio, quelli di religione conservano questo trattamento: incremento del 2,5 per cento ogni due anni.
Secondo alcuni calcoli effettuati dai sindacati il caveau potrebbe valere 220 euro in più in busta paga, arretrati esclusi. Niente male per quasi 12 mila insegnanti di religione a tempo determinato attualmente in forza alle scuole italiane. Per il rinnovo del contratto degli insegnanti, invece, i sindacati hanno chiesto un aumento di 200 euro mensili da erogarsi in tre anni, ma il ministro della Pubblica amministrazione è disposto a concederne appena 20. E non solo. Vorrebbe agganciare gli aumenti di stipendio dei docenti al merito






[...] completo fonte: 220 euro in più agli insegnanti di religione: Chiesa e privilegi … Articoli correlati: Precari Scuola Siracusa: Scandaloso! la politica dei tagli non è [...]
[...] Approfondimento fonte: Tremonti regala 220 euro agli insegnanti di religione: alla faccia dei tagli alla scuola pubblica [...]
Forse Tremonti lo fa affinché la Chiesa perdoni il Ministro della PI per aver sposato un divorziato con prole e per di più per essere rimasta incinta al di fuori del matrimonio… Magari con questo incentivo i prof di religione possono intensificare il loro insegnamento ed evitare che tali cose accadano in futuro ai nostri ministri, visto che sinora i loro principi non sono stati impartiti in modo efficace…
Sono tante le cose da farsi perdonare effettivamente, e c’è un elettorato da riconquistare. Soprattutto ora che si vota a Roma, capitale del Papato oltre che dello stato.
Non ci sarà alcun aumento generalizzato agli insegnanti di religione, ma solo la somministrazione di arretrati legittimati da norme contrattuali, ai soli insegnanti non di ruolo o a quelli di ruolo che non hanno ancora provveduto ad effettuare la ricostruzione di carriera, per un ammontare complessivo di non più di 220 euro annui.
INFORMATEVI PRIMA DI SCRIVERE!
Guarda che infatti abbiamo parlato di aumento di 220 euro annui agli insegnanti di religione. Che ti senti punto? Magari sei pure tu uno di quegli insegnantucci di religione che lavorano dietro segnalazione del Vescovo e che portano a casa uno stipendio a carico dei contribuenti ?
Massimo ma cosa vieni a rettificare sul portale degli integralisti laicisti? Mica si può discutere con loro, in realtà partono dal concetto che la religione è inutile a prescindere, altro che libertà di culto. E ti meravigli che scrivano post come questo?
Se si insegnasse seriamente la religione, che poi niente altro sarebbe che più rispetto per il vivere civile e morale della società, forse non assisteremmo allo sfascio di questi tempi moderni…
In una scuola privata hai tutto il diritto di insegnare la religione che più ti aggrada, ma fino a prova contraria purtroppo ancora esiste una scuola pubblica che invece ci propina insegnamenti religiosi ( a carissimo prezzo per i contribuenti).
Oltretutto,Simone, se consideri questo sito come il portale degli integralisti laicisti perchè continui a leggerlo e a commentarlo? E mi sbaglio o sul tuo sito hai riproposto un articolo di Radicalweb e del sottoscritto (relativo al buco sanitario in Lazio), senza metterci il link ?
Se ti facciamo tanto schifo ci sono moltissimi altri siti da leggere e dai quali reperire notizie da “riciclare”.
La faccio io adesso un po’ di chiarezza:
1) La somma di 220 euro, così come la raccontate voi, e cioè “in busta paga”, fa pensare che si tratti di 220 euro mensili. In realtà si tratta di 220 euro annuali, dunque meno di 20 euro al mese, che voi avete la faccia tosta di definire “un aumento così sostanzioso”. Per favore!
2) Non riceveranno quest’aumento gli insegnanti di ruolo e quelli con la qualifica di supplente annuale. Di conseguenza gli insegnanti che lo riceveranno saranno circa 3.500, e non 12.000 come invece da voi dichiarato.
3) Non si tratta affatto di un “privilegio”, né di una “gradita sorpresa” ricevuta “alla chetichella”, come voi scrivete, ma di uno scatto giustificato da una norma contrattuale del 2005, la quale oltretutto fu sottoscritta da tutte le sigle sindacali, e che fino ad oggi è rimasta disattesa. Proprio un bel privilegio quello di aspettare 5 anni per l’attuazione di una norma contrattuale!
Comunque io non sono insegnante di religione, se vuoi saperlo, o meglio, “insegnantuccia”, come tu definisci queste persone che a tuo dire farebbero un qualcosa di “inutile”, nonostante che il loro sia un insegnamento scelto dalla stragrande maggioranza degli studenti e quindi di fatto un servizio reso ai cittadini. Dovrebbero proprio venire a leggere il tuo sito tutti quei cattolici che stanno pensando di votare la Bonino.
Marika
Ma voi avete idea chi sono gli insegnanti di religione?sono persone che si sono presi una alurea come tutti le altre, hanno studiato 4 anni sui libri…sono padri di famiglia che ogni anno sono col patema addosso se la curia li chiama o no………..sono persone che hanno un mutuo sulle spalle e che rischiano anche di non lavorare……….ma finitela di dire cavolate .informatevi prima di parlare……semmai dovrebbero vietare ai preti di insegnare e lasciare i posti solo ai padri di famiglia…
Ma voi avete idea chi sono gli insegnanti di religione?sono persone che si sono presi una alurea come tutti le altre, hanno studiato 4 anni sui libri…sono padri di famiglia che ogni anno sono col patema addosso se la curia li chiama o no………..sono persone che hanno un mutuo sulle spalle e che rischiano anche di non lavorare……….ma finitela di dire cavolate .informatevi prima di parlare……semmai dovrebbero vietare ai preti di insegnare e lasciare i posti solo ai padri di famiglia…
Devo dire che sono un po’ stanco di leggere certe notizie, o alcuni interventi sui newsgroup che riguardano l’insegnamento della religione a scuola. Tanto per chiarire le idee a questi signori: l’ora di religione non è una “propedeutica al catechismo” ma è un approccio culturale al fatto cristiano; non è neanche un “ora inutile”, che dire allora di due ore di ginnastica quando la stragrande maggioranza dei ragazzi fa sport il pomeriggio? Inoltre gli insegnanti di religione sono quasi tutti, oltre che laureati, provvisti anche di un diploma universitario di tre o quattro anni che li abilita all’insegnamento. Per entrare di ruolo hanno dovuto superare un pubblico concorso per titoli ed esami, per niente facile e per niente scontato. Io stesso ho dovuto studiare per un anno intero, e questo per darvi l’idea della vastità degli argomenti che erano stati inseriti tra le materie d’esame. Indi….
Smettiamola, tutte le volte che si parla di tagli, di tirare in ballo gli insegnanti di religione; perchè non sono lavoratori anche loro come gli altri? O sono forse figli di un dio minore? Poi ci si mette anche la Gelmini che rassicura gli italiani sul fatto che non taglierà i posti agli insegnanti di religione; e così butta benzina sul fuoco. Ma io dico, potrebbe la Gelmini tagliare posti di lavoro determinati da accordi bilaterali tra stati? E’ sua competenza? Se così non è, allora perchè tirarli in ballo in un momento così difficile e delicato per la scuola italiana?
Mai santito parlare di molte, moltissime persone, che propongono l’abrogazione del Concordato e di tutti i privilegi della Chiesa Cattolica ? Ecco siamo proprio noi, benvenuta in Radicalweb.org. E , dato che parli di intangibilità di accordi tra stati, perchè non ti fai pagare dal Vaticano o prendi la cittadinanza vaticana ?
Per il resto l’inutilità dell’insegnamento della religione è palese, e non ce ne frega proprio una benemerita mazza di quell’ora di religione che tu definisci un “approccio culturale al fatto cristiano”. L’approccio lo faccia chi vuole, per propria scelta, a proprie spese, non a spese della collettività.
Saluti libertarissimi.