L’autostrada A3, da Salerno a Reggio Calabria, attraverso un percorso lungo circa 445 chilometri, in questo momento si trova in uno stato disastroso;gridare allo SCANDALO NAZIONALE, manifestando tutta la nostra indignazione, è un moto di dignità,un segno di riscatto che ci auguriamo non resti isolato e solitario.Tratto da CALABRIA RADICALE.

a3 1 150x150 A3 Salerno Reggio Calabria:uno Scandalo! La Salerno – Reggio Calabria è nata e vissuta come autostrada a due corsie per senso di marcia, senza corsia di emergenza. Il tracciato attraversa zone montane particolarmente tortuose e l’opera, nel suo complesso, è un esercizio ingegneristico di notevole livello, ma la storia di questa struttura non ha buona fama e anche prima dell’inizio dei lavori per ammodernarla era nota a causa delle frequenti interruzioni come conseguenza degli infiniti lavori di manutenzione.
“Doveva unificare il Nord e il Sud del paese”, si legge nel risvolto di copertina del saggio di Leandra D’Antone -Senza Pedaggio- e ancora: “l’Autostrada del Sole, chiamata così proprio per questo, fu costruita tra il 1956 e il 1964 da una società concessionaria dell’Iri e doveva completarsi, nella rete viaria prevista nei piani di lavori pubblici, fino al l’e stre mo Sud. Invece si è fermata a Napoli e più a Sud è stata costruita un’autostrada «diversa» che consegna al futuro una mobilità meridionale irrimediabilmente «diversa»: la Saler no-Reggio Calabria.”

I lavori di ammodernamento, cominciati circa otto anni fa in modo massiccio, consistono nell’addolcire il percorso con curve più morbide e allargare le carreggiate in modo da avere un’autostrada a due corsie più quella di emergenza (come il tratto Firenze – Roma). Anche in questo caso il livello ingegneristico è notevole poiché alcuni tratti sono stati completamente ritracciati, ma una delle difficoltà maggiori risiede nel fatto che l’opera non è stata chiusa al traffico, impossibile farlo, e quindi a circolazione aperta i cantieri affrontano un grado di difficoltà maggiore.

La Salerno – Reggio Calabria è un’arteria stradale di fondamentale importanza per il meridione; non altro perché è l’unica strada a scorrimento veloce che collega la Sicilia con il resto d’Italia, attraverso la Calabria, un breve tratto Lucano e la Campania. Impossibile portare il traffico, soprattutto quello pesante, sulla statale 18 (che costeggia il Mar Tirreno da Reggio Calabria a Salerno) oppure sulla statale 106 (da Reggio Calabria a Taranto, sullo Ionio) perché molti tratti di queste statali sono inadeguati, congestionati dal notevole traffico locale e i cui tracciati attraversano innumerevoli centri urbani (molti dei quali nel corso dei decenni si sono sviluppati proprio ai bordi di queste due strade). Questa è la ragione per la quale è impossibile chiudere al traffico l’A3. Per predisporre percorsi alternativi mancano proprio le possibilità valide e in ogni caso significherebbe esasperare il già difficile attraversamento del tratto Campano e la Calabria, verso la Sicilia e viceversa.

E’ inutile, perché ovvio, soffermarsi sull’importanza di questo collegamento per l’economia dell’intero meridione, non essendoci, oggi, alternative adeguate al traffico veicolare. In ogni caso, ammesso ci fossero collegamenti marittimi e ferroviari di altissimo livello e di efficienza eccellente (che non ci sono), resterebbe integra l’esigenza di un moderno collegamento autostradale, sicuro per la circolazione e adeguatamente scorrevole.

La situazione attuale dell’autostrada è la seguente: su circa un terzo del percorso, i lavori sono terminati (ci permettiamo di non utilizzare il termine “ammodernato” e ne spiegheremo la ragione tra poco), un terzo è interessato da cantieri e l’ultima parte è in attesa dell’inizio dei lavori.

Questo significa che circa 150 chilometri corrono sulle vecchie due corsie prive di quella d’emergenza, altri 150 chilometri si percorrono su carreggiata unica e a doppio senso di circolazione e i restanti si snodano su tre corsie per senso di marcia di cui una dedicata all’emergenza, (solo su alcuni tratti campani vi sono tre corsie di marcia più quella di emergenza).

Questo è il quadro nel momento in cui stiamo componendo questo dossier (luglio 2009), augurandoci che nel prossimo futuro possano registrarsi cambiamenti positivi. Tutto ciò che stiamo esponendo, è documentato dai filmati che possono essere visionati attraverso i collegamenti che partono da questa pagina e che abbiamo girato fra il 24 e il 25 aprile 2009. Ci siamo presi la briga di filmare l’A3 da Salerno a Reggio Calabria, per offrire questa esperienza (completa) a chi ne percorre abitualmente (per loro fortuna) solo un tratto, oppure a chi non conosce per nulla lo stato di cose di cui stiamo trattando. Da aprile a oggi non è cambiato nulla; è stato aperto solo lo svincolo di Mileto, in Provincia di Vibo Valentia, e l’adozione del piano per affrontare l’esodo estivo potrà forse calmierare una parte dei disagi che potrebbero verificarsi con l’aumento del traffico per le vacanze.

In una situazione del genere perché urlare allo scandalo? Considerando l’importanza di quest’autostrada e la necessità di ammodernarla, vista l’impossibilità di chiuderla al traffico è normale che vi siano disagi alla circolazione stradale! Domanda e risposta spontanea, logica. E’ chiaro, però, che la situazione è molto più complessa e quindi andiamo per ordine:

a) I tratti che sono in attesa dell’inizio dei lavori (circa un terzo del percorso fra Salerno e Reggio Calabria), corrono su due corsie e l’autostrada è priva di quella di emergenza; su questi tratti la manutenzione è scarsa e i pochi interventi fatti negli ultimi anni sono insufficienti. E’ come se si fosse deciso: poiché queste parti dell’A3 saranno interessate dall’apertura dei prossimi cantieri, allora non vale la pena investire in manutenzioni importanti. Con buona pace delle migliaia di persone che ogni giorno sono costrette a percorrere questi chilometri fra innumerevoli pericoli (vedremo fra breve e più nel dettaglio quali sono). E senza tenere conto che questa situazione si protrae da oltre CINQUE anni e continuerà a protrarsi ancora a lungo!
Ci rendiamo conto della gravità delle nostre affermazioni, ma è una logica conclusione raggiunta osservando i fatti. Meramente a titolo di esempio ciò che abbiamo appena affermato si può riscontrare osservando le attuali condizioni dello svincolo di Falerna (Cz), oppure tutti gli altri esempi documentati singolarmente con fotografie e riflessioni di approfondimento da questa pagina.

b) La circolazione stradale sui tratti interessati dai lavori è garantita da una sola carreggiata a due corsie e quindi a doppio senso di circolazione, intervallati da frequenti salti di carreggiata, questo è normale lungo i cantieri, ognuno dei quali si snoda per decine di chilometri e in questo periodo vi sono aperti i cantieri di: Padula – Lauria, Altilia – Falerna, Gioia Tauro – Palmi – S. Elia, S. Elia – Villa San Giovanni oltre a tutta un’altra serie di cantieri più piccoli per il completamento di alcune opere, la manutenzione ordinaria e quella straordinaria (nel periodo di luglio e agosto resteranno aperti solo i cantieri c.d. amovibili, cioè quelli che non si posso chiudere in nessun modo). Lungo questi tratti il disagio è massimo, e purtroppo non è calmierato da una necessaria manutenzione che vorrebbe un fondo stradale adeguato, come le barriere, la segnaletica orizzontale, quella verticale e la manutenzione delle gallerie. Anche in questo caso è come se si facesse il ragionamento: questi tratti sono imperversati dalla precarietà perché sono percorsi lungo i cantieri, è inutile quindi investire fra gli innumerevoli salti di corsia perché tutto rientrerà alla normalità con il completamento dei lavori; senza tener conto, pure in questo caso, che i lavori durano per anni, mentre migliaia di persone devono muoversi necessariamente tutti i giorni. Anche in questo momento.

c) I tratti autostradali dove i lavori sono terminati, tecnicamente dove la Salerno – Reggio Calabria è da considerarsi ammodernata, presenta uno stato assai difficile per quanto concerne il fondo stradale che nella sua interezza (tolto solo il tratto Sicignano – Polla consegnato dai lavori pochi mesi fa) è semplicemente sconnesso: afflitto da continui piccoli e grandi avvallamenti che rendono la percorribilità difficile e pericolosa poiché i veicoli sobbalzano in continuazione. Oltre a tutta un’altra serie di problemi legati alla segnaletica e alla manutenzione ordinaria che vedremo nel dettaglio nei prossimi paragrafi e di cui si deve tenere debita considerazione.

Non vi è un solo chilometro, su questa autostrada, compresi i tratti dove i lavori sono terminati, che non sia afflitto da uno o più delle seguenti problematiche che mettono in crisi la viabilità e a rischio la sicurezza stradale:

1) La segnaletica orizzontale, vale a dire le strisce sulla pavimentazione stradale, non sono rinnovate frequentemente e quindi con il passaggio dei veicoli si deteriorano a tal punto che in molti tratti sono appena visibili. Questo tipo di segnaletica in autostrada è molto importante sia di giorno sia di notte, ma è fondamentale in caso di pioggia o scarsa visibilità. Su alcuni tratti interessati da doppio senso di circolazione, è in pratica nulla oppure le strisce che delimitano lateralmente la carreggiata sono coperte da detriti e/o dalla vegetazione.

2) La vegetazione a bordo strada e lungo lo spartitraffico centrale che separa i due sensi di circolazione sovente invade parte delle carreggiate, questo problema affligge soprattutto i tratti dell’A3 in attesa dei lavori d’ammodernamento. Si può ben intuire che su questi tratti, non essendoci neanche il conforto della corsia di emergenza, lo spazio ristretto delle corsie diminuisce ulteriormente ed è facile trovarsi in difficoltà in particolar modo in fase di sorpasso dei mezzi pesanti. Nel periodo estivo capita che questa vegetazione a bordo strada e lungo le scarpate bruci causando scarsa visibilità per il fumo e creando situazioni critiche a causa dei bruschi rallentamenti che possono verificarsi in queste condizioni.

3) Il fondo stradale è caratterizzato da frequenti e continui avvallamenti, molti dei quali marcati, questo causa un continuo moto di sobbalzo dei veicoli che chiaramente è tanto più accentuato, tanto più è alta la velocità di marcia dei veicoli. Questo problema è caratteristico di tutta l’autostrada da Salerno a Reggio Calabria, qualunque sia lo stato del tratto percorso. Con l’aggravarsi nei tratti in attesa dei lavori di ammodernamento poiché vi si aggiunge il manto stradale sovente deteriorato e scarsamente in manutenzione; per non parlare dei tratti a doppio senso di circolazione in cui oltre a tutto ciò vi si aggiungono le buche vere e proprie del manto stradale scarsamente curato e fortemente sollecitato dal traffico. Il continuo moto si sobbalzo dei veicoli causa una minore aderenza sul fondo stradale, fonte, quindi, di un pericolo costante e persistente.

4) Il materiale catarifrangente sui tratti autostradali da ammodernare è spesso assente perché non sono stati sostituiti gli elementi rotti o deteriorati, quando quelli esistenti non sono coperti dalla vegetazione. Questo tipo di materiale è quasi completamente assente nei tratti interessati dal doppio senso di circolazione. Il materiale catarifrangente è molto utile durante la notte perché indica i perimetri laterali delle carreggiate e diverse altre utili indicazioni. E’ di fondamentale importanza nelle ore notturne, in caso di pioggia e/o in condizioni di scarsa visibilità. I pannelli catarifrangenti o riflettenti sono importantissimi nelle gallerie, spesso questi pannelli, soprattutto nei tratti di autostrada in attesa dei lavori d’ammodernamento, non hanno la capacità di dare indicazioni utili perché non riescono a riflettere la luce a causa della polvere e della fuliggine accumulata nel tempo e senza che nessuno a intervalli adeguati svolga il semplice lavoro di pulizia di questi utili elementi, guida del traffico.

5) Le gallerie nei tratti in attesa di ammodernamento, ma soprattutto nei tratti a doppio senso di circolazione sono scarsamente illuminate da impianti spesso mal funzionanti. Il problema dell’illuminazione delle gallerie è acuito dalla scarsa manutenzione dei pannelli catarifrangenti laterali il cui problema è stato spiegato nel punto precedente. Le pareti delle gallerie col passare degli anni sono state annerite dalla polvere e dalla fuliggine generata dal traffico e quindi assorbendo la luce dell’impianto d’illuminazione, questo è reso ancora meno efficiente. Il semplice imbiancamento delle pareti delle gallerie gioverebbe moltissimo alla sicurezza stradale, come il rifacimento della segnaletica orizzontale; in molte circostanze quasi inesistente perché deteriorata dall’usura del traffico veicolare, ma principalmente a causa di ciò che possiamo definire incuria.
Le gallerie sui tratti ammodernati e aperti al traffico subiscono gli stessi problemi e pur essendo aperte da non molto tempo già, diverse, mostrano i primi segni della mancanza di elementari lavori manutentivi.

6) La manutenzione del manto stradale è importantissima per la sicurezza. Nei tratti dove i lavori di ammodernamento sono terminati, soprattutto lungo i tratti consegnati da più tempo, la manutenzione del manto stradale sovente è effettuata con i classici “rattoppi” la cui posa in opera è discutibile perché spesso non livellata ed è fatto si che in corrispondenza di questi “rattoppi” vi siamo dei dislivelli talvolta anche marcati. Nel percorrere questi tratti i veicoli subiscono un brusco sobbalzo.
Il manto stradale dei tratti in attesa dei lavori d’ammodernamento è frequentissimamente in condizioni precarie e in questi tratti il numero dei “rattoppi”, con i problemi pocanzi descritti, è elevatissimo. Su quasi nessuno di questi tratti è stato rifatto completamente il manto stradale, così come la stesa di asfalto drenante, nonostante siano ben noti i tempi d’intervento (ricordiamo che i primi lavori di ammodernamento dell’A3 risalgono a ben otto anni fa) oltre la dilatazione degli stessi per tutta una serie di cause che esamineremo tra breve. Il completamento dei lavori è previsto fra la fine del 2012 e l’inizio del 2013, già questo dato dovrebbe fissare l’agenda dei lavori di manutenzione sui tratti in attesa d’ammodernamento, ma l’esperienza degli ultimi anni non mette nelle condizioni di essere molto fiduciosi.
Sui tratti a doppio senso di circolazione le condizioni del manto stradale sono precarie in modo sistematico, non sono effettuati mai lavori di rifacimento completi, ma al più, piccoli interventi di “rattoppo” dei pezzi più deteriorati e il riempimento delle buche più pericolose. Questi tratti dovrebbero essere interessati, invece, da lavori di manutenzione molto più frequenti dell’ordinario perché essendo a doppio senso di circolazione, le corsie assorbono il doppio delle sollecitazioni giacché tutto il traffico veicolare verso nord e verso sud insiste su un’unica carreggiata. A ciò si aggiunge il problema sistematico della segnaletica orizzontale e del materiale catarifrangente.
Sempre sui tratti a doppio senso di circolazione i salti di carreggiata, che sono frequentissimi, sono tutti immancabilmente stretti e precari, spesso delimitati solo da cartelli stradali e non da adeguate barriere, sovente non asfaltati, ma il fondo è costituito semplicemente da una stesa di cemento, il quale si trasforma presto in una serie di buche.

7) Le barriere laterali dei tratti autostradali in attesa di ammodernamento in molti tratti sono inadeguate, i rifacimenti dei pezzi interessati dagli incidenti stradali hanno tempi lunghissimi e in molte circostanze sono in attesa da anni di essere ripristinati.
Le barriere lungo i tratti a doppio senso di circolazione sono sistematicamente insufficienti, malridotti se non addirittura inesistenti, ma anche il rifacimento delle barriere nei tratti “ammodernati”, al verificarsi di un incidente, sono difficoltosi perché gli interventi di rifacimento impiegano tempi lunghissimi.

8) Le aree di servizio, lungo tutta la Salerno – Reggio Calabria, non hanno spazi adeguati per la sosta, soprattutto degli autoveicoli. Non esistono spazi di sosta per più di pochi minuti o adatti per riposare nel corso di un lungo viaggio.
Le aree di sosta sono prive di qualsiasi struttura, sicché, soprattutto in estate, è impossibile la sosta per il riposo mancando parcheggi attrezzati di tettoie per proteggersi dal sole, l’illuminazione notturna non è adeguata, scarsissima pulizia e nessuna fontana da cui attingere un solo goccio di acqua. Queste aree, nella maggioranza dei casi, hanno le sembianze di una piccola discarica di rifiuti. Aprendo i seguenti collegamenti possono essere verificate le situazionii descritte:


Area di sosta direzione sud fra gli svincoli di San Mango D’Aquino e Falerna (Cz)
Area di sosta direzione sud fra gli svincoli di Pizzo Calabro e Sant’Onofrio (Vv)

Il quadro descritto è riscontrabile dalle videoriprese che abbiamo messo a disposizione e non temiamo di essere smentiti. Quest’autostrada ha una storia che racconta infiniti cantieri di manutenzione, ma il mastodontico lavoro di ammodernamento dei suoi 445 chilometri non lascia intravedere un segno di discontinuità rispetto al passato; perché la sensazione che emerge, pensando ad esempio alle condizioni del fondo stradale dei tratti dove i lavori sono già terminati, è che presto cominceranno a essere nuovamente chiusi per lavori di rifacimento, intendendo per tali importanti interventi che andranno ben oltre lo strato superficiale di asfalto. Oppure ricomincerà la vita dei primi quarant’anni di quest’autostrada, fatta di lavori di manutenzione infiniti, cantieri infiniti, disagi infiniti; ma non spetta a noi giudicare la qualità dei lavori svolti, tuttavia il semplice esame obiettivo descritto negli otto punti precedenti ci lasciano perplessi e dubbiosi, perché l’A3 è molto diversa dalle altre autostrade. E questa differenza si nota immediatamente percorrendola prima o subito dopo aver viaggiato su un altro qualsiasi tratto autostradale italiano.
L’A3 è stata oggetto di attenzione anche da parte della Commissione Parlamentare Antimafia che nella sua ultima relazione del febbraio 2008 (Presidenza Forgione) vi ha dedicato un ampio capitolo denso di significato e spiegazioni, sul condizionamento mafioso che incombe sui lavori di ammodernamento.

Ogni tratto dell’A3 è segnato dalle vicende più varie: inchieste giudiziarie, cantieri e interi tratti autostradali posti sotto sequestro dalla magistratura, intimidazioni, infiltrazioni mafiose, tangenti, arresti, minacce. L’aspetto più doloroso: gli incidenti. Si sono verificati casi d’incidenti sul lavoro, anche mortali; gli incidenti stradali e poi la frana del 25 gennaio 2009 in cui persero la vita due persone. Era una sera di pioggia, il maltempo imperversava in tutta la Calabria da qualche tempo, sul tratto autostradale fra Rogliano e Altilia, in provincia di Cosenza, accade il cedimento di un muro di contenimento e si abbatte sull’autostrada una frana che investe una monovolume. Due persone perdono la vita, altre restano ferite. L’autostrada è chiusa al traffico per settimane e i veicoli deviati da Rende (Cs) sulla statale 107 fino a Paola, per proseguire sulla statale 18 e rientrare sull’A3 a Falerna, in Provincia di Catanzaro. I disagi sulle statali sono fortissimi e i tempi di percorrenza si dilatano; si registrano cedimenti anche nel tratto Reggino dell’A3: altre deviazioni e nuovi disagi per chi deve percorrere la Salerno – Reggio Calabria. Ci sono stati giorni che da Cosenza a Villa San Giovanni si sono impiegate 7-8 ore per giungere a destinazione, e questo è un passaggio obbligato per tutto il traffico veicolare diretto e proveniente dalla Sicilia.

Tratto “ammodernato” Lamezia Terme – Falerna (Provincia di Catanzaro): la barriera metallica spartitraffico dei due sensi di marcia in alcuni brevissimi tratti non c’è, appena venti metri, a segnalare il pericolo del salto di corsia ci sono solo alcuni birilli, quelli dei cantieri. Forse queste interruzioni della barriera servivano per favorire il salto di corsia perché vi era da completare alcune opere. Trascorrono mesi, poi in un rettilineo, appena dopo una semicurva, il primo grave incidente: una vettura s’infila sotto la barriera proprio nel punto in cui s’interrompe, è come trovarsela davanti all’improvviso, più alta della propria macchina. In seguito un altro incidente, poi un altro ancora, fin quando perdono la vita in due: una coppia di coniugi pugliesi. Gli incidenti sono avvenuti sempre con la stessa dinamica. Adesso le hanno montate le barriere e non vi è più discontinuità, ma si potevano evitare questi incidenti? Sarebbe accaduto lo stesso, forse, ma la vettura probabilmente sarebbe rimasta sulla carreggiata senza infilarsi sotto la barriera perché centrata frontalmente.

La Salerno – Reggio Calabria è il simbolo della gran parte dei problemi e delle inefficienze del sud, una sorta di cartina di tornasole. Allo stesso tempo è come fosse una macchina mangiasoldi in favore di beneficiari che non spetta a noi individuare oppure additare, perché il lavorio a singhiozzo degli ultimi anni ha prodotto una struttura che oggi, paradossalmente, appare molto più bisognosa di rifacimenti che un tempo. Molti tratti sono gravati da inchieste giudiziarie. Queste hanno prodotto decine di arresti e si stanno per avviare numerosi processi penali a carico d’imprenditori e mafiosi. Sono questi ultimi a essersi spartiti chilometro per chilometro l’influenza sui lavori di ammodernamento che secondo le accuse che dovranno essere giudicate dai tribunali, raccontano di tangenti, estorsioni, imposizione delle ditte subappaltatrici, imposizione delle maestranze, imposizione delle forniture dei materiali (spesso di scarsa qualità e non conformi ai progetti). Le conseguenze sono state: l’elusione dei controlli, i numerosi cantieri aperti e bloccati da anni, i disagi alla circolazione stradale enormi e protratti per tutto questo tempo, l’incertezza della data per il termine dei lavori, il caso di un cantiere completamente abbandonato da anni, con una galleria cieca che non ha mai bucato l’altra parete, centinaia di operai in cassa integrazione con cantieri quasi del tutto fermi. Il ministero delle infrastrutture, come i vertici dell’Anas, comunica in ogni occasione possibile (basta leggere la cronologia che abbiamo pubblicato qui nel sito) rassicurazioni sul fatidico termine lavori previsto fra la fine del 2012 e l’inizio del 2013, ma è difficile potersi fidare di questo termine perché spostato in avanti nel tempo più volte.

Com’è potuto accadere tutto questo? Come può continuare ad accadere tutto questo? Ecco perché gridiamo allo scandalo nazionale! Nutrendo la speranza di non restare soli a occuparci di questo problema che riguarda tutti, cittadini e soprattutto le istituzioni: Comuni, Province, Regioni, Ministero delle Infrastrutture, Governo Nazionale, Anas e Tribunali.

Uno degli aspetti più odiosi della vicenda “A3″ è lo scarso rispetto verso i cittadini che usufruiscono di questa importante autostrada. Non riusciamo a capacitarci sulle condizioni in cui versano i tratti in attesa dell’inizio dei lavori e i tratti interessati dai cantieri dove si viaggia a doppio senso di circolazione. Il ragionamento che non riusciamo a comprendere è come si possa nei fatti desistere sugli interventi di manutenzione quando è noto che ci vorranno ancora anni fin quando tutti i tratti dell’A3 saranno interessati dai lavori di ammodernamento. E non si comprende la ragione della scarsa attenzione ai tratti a doppio senso di circolazione nella consapevolezza che questi sono da una parte quelli più critici, dall’altra quelli più esposti alle sollecitazioni del traffico e con la certezza che anche in questi casi i lavori dureranno a lungo, sovente per anni.

La vicenda della frana abbattutasi sul tratto Rogliano – Altilia nel gennaio 2009 conferma quanto detto pocanzi: il tratto autostradale interessato dalla frana è rimasto chiuso per settimane, poi aperto parzialmente al traffico su una sola corsia a doppio senso di circolazione e solo nei primi giorni di luglio 2009 riaperto al traffico su tutte e due le carreggiate. Eppure la frana ha interessato solo alcune centinaia di metri di autostrada, ma il tratto è rimasto chiuso interamente (13 chilometri). Ciò che è accaduto è semplice: le indagini hanno accertato altre situazioni di pericolo incombenti su quel tratto per quanto concerne le frane, in più è stata rilevata la situazione di alcune gallerie che hanno richiesto una serie d’interventi come la raccolta delle acque d’infiltrazione, il rifacimento della segnaletica orizzontale, l’imbiancamento delle pareti delle gallerie e la manutenzione dei pannelli catarifrangenti, prima che potesse essere riaperta al traffico con l’autorizzazione della magistratura cosentina. Da questo punto di vista il tratto Rogliano – Altilia, (lo diciamo con amara ironia) ha potuto godere “fortuna”, ciò che manca su altre centinaia di chilometri dell’A3, ma solo grazie ad una magistratura attenta e nello stesso tempo solerte nel prendere e decidere provvedimenti. L’amara realtà, però, descrive che tutte le altre gallerie dell’A3 dei tratti in attesa d’ammodernamento sono bisognose di energici interventi di manutenzione ed è inconcepibile che questi possano manifestarsi solo attraverso consulenze tecniche e la “bollatura di un tribunale”. La medesima situazione è riscontrata per i tratti interessati dai cantieri perché versano in condizioni davvero disastrose.

Recentemente, nel corso della presentazione di un progetto sulla sicurezza stradale è emerso che la galleria più pericolosa d’Europa si trova nel tratto autostradale fra Scilla e Villa San Giovanni, in Provincia di Reggio Calabria: si tratta della galleria Paci 2°. L’averlo accertato non ha modificato lo stato di precarietà di questa galleria, né si sono levate voci d’indignazione, né sono stati presi provvedimenti per rendere questo tratto autostradale meno pericoloso (il progetto sulla sicurezza stradale, fra l’altro, era presentato dall’Anas che è l’ente che gestisce la stessa A3 e quindi anche questa galleria). Incredibilmente tutto è rimasto immutato e nessun intervento è stato eseguito. La galleria Paci 2° resta nelle statistiche della sicurezza stradale la galleria più pericolosa d’Europa, ogni giorno è percorsa da migliaia di persone con veicoli leggeri e pesanti ma nulla è mutato, come se il traffico veicolare fosse anch’esso un mero dato statistico e non costituito da persone che viaggiano per lavoro, necessità, turismo e quant’altro. Persone vere, fatte di carne e ossa, con la propria vita e le proprie storie, non dati statistici! Persone che hanno tutto il diritto di pretendere il massimo della sicurezza stradale che può essere offerta e in questo caso, come su gran parte della Salerno – Reggio Calabria, questo diritto è negato.

Per rendere più sicura la galleria Paci 2° basterebbe ripristinare l’impianto d’illuminazione, rifare le strisce sulla pavimentazione stradale, imbiancare le pareti, ripristinare gli elementi catarifrangenti e pulire quelli rimasti in piedi, ripulire i bordi delle carreggiate dai detriti portati dai mezzi pesanti nel tempo e dai veicoli di cantiere. Tante cose, è vero, ma che si riassumono in un solo intervento: NORMALE MANUTENZIONE.

In questa situazione di cosa si occupa la politica? Certamente d’altro, oppure tace.

Verrebbe da chiedersi cosa centra la politica nella situazione della Salerno – Reggio Calabria e invece noi riteniamo che giochi un ruolo di fondamentale importanza perché la politica è sinonimo di governo e il governo ha il compito di vigilare sul territorio e fare quanto è possibile per rimuovere ogni tipo d’impedimento che non permette di restituire dignità alle regioni meridionali offese da questo scandalo vergognoso. Le rare eccezioni confermano la regola di una politica distratta e che non intende occuparsi concretamente dell’A3. Quando sono accaduti fatti clamorosi e gravissimi sono stati presentati interrogazioni parlamentari (e questo è certamente degno di nota), ma soltanto dopo accadimenti importanti come la frana del gennaio scorso, oppure quando un gruppo di malviventi armati ha intimidito gli operai di un cantiere in Provincia di Reggio Calabria. Solo in questo caso accade che la politica per un istante trovi il tempo di occuparsi dell’A3. Mentre il Ministero delle infrastrutture, così come i vertici dell’Anas, rassicura sul termine dei lavori d’ammodernamento (fine 2012 inizio 2013) anche quando tutti i segnali che giungono dal territorio e dai cantieri in particolar modo, sono segnali esattamente opposti e senza capire che il problema maggiore non è costituito dalla data del termine dei lavori, ma da un quadro d’insieme afflitto dai gravi problemi che abbiamo esposto in questo dossier.

Alcuni consiglieri regionali sono giunti al punto di lamentare le condizioni dell’autostrada quale impedimento ai lavori delle commissioni in seno al consiglio regionale che si riunisce a Reggio Calabria. La lamentela consta i tempi di percorrenza troppo lunghi a causa dei numerosi cantieri, finito. Come fossero transitati da queste parti per puro caso oppure per la prima volta. E poi vi è il consueto piano “esodo” che l’Anas non manca di presentare alla stampa tutti gli anni, a ridosso del periodo estivo, per spiegare le misure adottate per limitare i disagi del traffico immancabilmente in aumento per via degli spostamenti nel corso delle vacanze estive. Di solito il piano descrive il numero dei cantieri inamovibili, cioè quelli che non possono essere chiusi, oppure terminati, vale a dire, quindi, la conta dei chilometri che si percorreranno su carreggiata unica a doppio senso di circolazione; le postazioni di soccorso e la vigilanza necessaria a sorvegliare che l’esodo non abbia intoppi rilevanti. Il punto è che trascorso il mese di settembre i cantieri riaprono tutti, anche quelli che restano fermi per settimane senza alcun intervento operativo e trascorso il periodo estivo viene meno quel minimo di attenzione in più che in occasione dell’esodo fa vedere un discreto lavorio di squadre di operai intenti in manutenzioni (ma pur sempre insufficienti). La manutenzione, appunto, descritta negli otto paragrafi precedenti: nel resto dell’anno gli interventi si riducono drasticamente ed è inconcepibile per la sicurezza dei viaggiatori nel periodo restante dell’anno; dieci mesi.

Si dovrebbe porre termine a questo stato che oltre a essere incancrenito, nel tempo, è quasi penetrato nella cultura di questa terra, perché è diventata facile sentire paragonare, ormai, qualsiasi cosa che sia un disastro alla “Salerno – Reggio Calabria”, come se questi fatti rientrassero in una sorta d’ineluttabilità delle cose. Come se nulla e nessuno potranno mai fare niente per segnare una discontinuità in positivo.

Noi rifiutiamo questo concetto d’ineluttabilità e in prima persona desideriamo assumerci la responsabilità di affermare che è giunto il momento di affrontare di petto questi problemi e fare in modo che vi si ponga rimedio.

Questo dossier è certamente un segnale di protesta, d’indignazione, ma è nostro costume non far parte del “mugugno organizzato” e desideriamo integrare questa denuncia con le nostre proposte: è inutile fare l’elenco degli interventi necessari affinché l’A3 possa degnamente chiamarsi autostrada perché nei paragrafi precedenti, nell’elencazione dei problemi, vi sono implicitamente anche le risposte. Piuttosto è il metodo che può determinare la differenza fra pensare le azioni e agire concretamente. Presenteremo, quindi, presso ogni Procura della Repubblica competente per territorio, ove ricada il tracciato della Salerno – Reggio Calabria, una denuncia circostanziata. Il nostro obiettivo è di fare in modo che sia la magistratura, attraverso gli accertamenti tecnici, a verificare lo stato di sicurezza dell’autostrada e fare in modo di obbligare chi ne ha l’onere a fare tutti gli interventi necessari affinché i viaggiatori possano veder riconosciuto il diritto a una mobilità sicura e coerente con le possibilità dello stato dei luoghi.

La nostra richiesta non fa un solo passo oltre questa linea, in seguito ognuno, nelle more delle proprie competenze, non mancherà di assumersi le proprie responsabilità. Questa ci sembra la priorità del momento. Poi vi sarà da districare la matassa aggrovigliata del seguito dei lavori per il completo ammodernamento della Salerno – Reggio Calabria, assieme al capitolo giudiziario; resteranno delle nostre priorità, ma solo dopo esser venuti a capo del problema sulla sicurezza stradale che va risolto SUBITO.

Rendere pubblico questo dossier ha lo scopo di alimentarlo con la forza dell’opinione pubblica e ci stiamo attivando per la raccolta del consenso incardinando iniziative in questa direzione. Ci auguriamo di non restare soli, allo stesso modo come auspichiamo di poter avere dalla nostra parte gli enti locali Campani, Lucani, Calabresi e Siciliani; l’associazionismo e chissà se in un sussulto d’orgoglio, anche i Partiti della politica.

Scrivici: a3@calabriaradicale.it

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