La scorsa settimana si era aperta con il successo elettorale in Croazia dell’europeista Josipovic. Questa nuova si apre con i risultati degli exit poll in Ucraina. In lizza per la carica di presidente il leader dell’opposizione Viktor Janukovyc, l’attuale primo ministro Julija Tymošenko e l’ex governatore della banca centrale Serghiei Tighipko. Ecco i risultati provvisori, riportati da Corriere.it:Tutti gli exit poll sulle elezioni presidenziali ucraine confermano lo stesso ordine di piazzamento, pur con percentuali diverse, ma con una forchetta sufficientemente ampia per confermare il ballottaggio tra il leader dell’opposizione filorussa Ianukovich e della premier filo occidentale Timoshenko. Ianukovich, nei vari sondaggi, resta sempre al primo posto con percentuali che oscillano dal 31,5% al 37,66%, mentre la Timoshenko varia va dal 25% al 27,2%. A distanza l’ex presidente della banca centrale Serghiei Tighipko (dall’11,6% al 13,5%), vera sorpresa di queste elezioni.
La possibile (ma non così probabile come indicano gli exit poll) vittoria di Janukovyc al ballottaggio allontanerebbe ancor di più l’Ucraina dall’UE. Il candidato filorusso, infatti, avrebbe certamente più interesse a rivolgersi agli amici Putin e Medvedev, piuttosto che riprendere i discorsi con la Commissione Europea per l’ingresso del paese nell’Unione. Il già difficile cammino verso l’integrazione si troverebbe, in quel caso, di fronte un muro insormontabile (l’elezione di Josipovic in Croazia complica, in questo senso, ulteriormente le cose, considerando le renitenze alla superespansione di molti membri della Commissione, tra cui l’attuale commissario per l’allargamento, Olli Rehn).
Qualora dalle urne dovesse, invece, uscire il nome di Julija Tymošenko, le speranze degli ucraini filoeuropei potrebbero riaccendersi. L’aggraziata politica ucraina – tra i protagonisti della celebre Rivoluzione arancione – è, infatti, da sempre fautrice di un inserimento progressivo all’interno delle dinamiche europee. E non potrebbe essere altrimenti, considerando il forte legame politico con l’attuale presidente Juščenko – eletto nel 2004 soprattutto grazie ai voti dei cittadini europeisti . Il 7 febbraio gli ucraini torneranno alle urne per eleggere il presidente, e pare proprio che, oltre a indicare una preferenza per l’uno o per l’altro candidato, saranno chiamati a pronunciarsi sulla futura politica estera del proprio paese, saranno chiamati a dire sì o no all’Europa.
di Roberto Sassi, l’originale qui
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