macchina 150x150 La ndrangheta da il benvenuto a Napolitano facendogli trovare una macchina.. .Ci sono gesti e segnali che parlano più eloquentemente di mille frasi e paroloni… Ci sono realtà che riescono a dimostrare allo stato di avere il pieno controllo del territorio ed un potere così grande da essere assolutamente insuscettibile di ridimensionamento. Una di queste realtà oggi a Reggio Calabria ha detto la propria senza proferire parola , dimostrando che può tutto ciò che vuole. Questi gesti  fanno realmente paura, perchè sono preordinati a chiarire  alla comunità calabrese, all’Italia e al mondo che nessuno è realmente sicuro, che nessuno è intoccabile, che la criminalità organizzata può arrivare , se solo realmente lo vuole,  fin sotto il naso delle istituzioni e dei rappresentanti massimi delle stesse. Nella mentalità criminale l’avvertimento lanciato oggi con la chiamata che preannunciava la presenza di un automobile piena di armi ed esplosivo vicino all’aeroporto – ed il suo successivo ritrovamento- è sintomatico del delirio di onnipotenza di una ‘ndrangheta che reagisce agli arresti  alzando il tiro.  Come se volesse dire… Oggi  vi abbiamo voluto dare una dimostrazione avvertendovi affinchè nessuno si facesse male , domani non si sa..

La redazione di Radicalweb palesa tutta la sua tristezza e preoccupazione per quanto avvenuto, e vi propone un resoconto accurato tratto , così come la foto in testa all’articolo, dal sito www.ansa.it.

tratto da www.ansa.it REGGIO CALABRIA – Attimi di tensione durante la visita del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a Reggio Calabria. Un’auto contenente armi, esplosivo e alcuni passamontagna è stata trovata nella zona dell’aeroporto anche se, secondo i Carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria l’episodio non avrebbe nessun collegamento con la visita del capo dello Stato. L’auto è stata individuata da una pattuglia intorno alle 12.30 in via Ravagnese, regolarmente parcheggiata, ma non chiusa e con un finestrino semi aperto. La vettura, una Fiat Marea nera, era stata rubata nei giorni scorsi a Reggio Calabria. All’interno i carabinieri hanno trovato due fucili semiautomatici da caccia calibro 12 con le canne tagliate. Poi, sotto il sedile del guidatore sono state trovate due pistole, una calibro 7.65 ed una 38 a tamburo, e due ordigni rudimentali, un composto da un tubo lungo una trentina di centimetri e largo 12 ed un altro di 15 centimetri per 12, collegati con una miccia a lenta combustione e tre passamontagna di colore verde. Nel bagagliaio, infine, è stata trovata una tanica da due litri con liquido infiammabile alla quale erano attaccati fiammiferi antivento. Secondo i carabinieri, gli ordigni e le armi, con ogni probabilità, dovevano servire a compiere attentati di intimidazione nei confronti di commercianti o imprenditori.

GLI INVESTIGATORI, NON ESCLUSO SEGNALE ALLO STATO
Non è da escludere che la macchina con esplosivo e armi “fatta trovare su segnalazione di una fonte confidenziale, proprio stamattina quando Reggio Calabria era presidiata dagli uomini delle forze dell’ordine per la visita del Presidente Napolitano, sia un segnale di minaccia e intimidazione nei confronti dello Stato”. L’analisi arriva da fonti investigative dell’antimafia. Si tratterebbe – spiegano – di “una sorta di crisi di nervi della ‘ndrangheta che, comunque, anche se non ha ancora deciso di alzare il tiro, manda un messaggio: ‘non intendiamo fermarcì di fronte all’azione di contrasto messa in campo dal governo, dalla magistratura, dalle forze di polizia”.

UNA TELEFONATA ANONIMA HA SEGNALATO LA PRESENZA DELL’AUTO
A sostegno di questa analisi ci sarebbero diversi elementi – proseguono le fonti dell’antimafia – come “il fatto che la macchina sia stata rubata proprio stamattina”, una circostanza che “esclude l’ipotesi della rapina”, e poi “il ritrovamento di una tanica di benzina con micce ed esplosivi fa chiaramente pensare all’intimidazione, e la telefonata della fonte confidenziale è il gesto di sfida di chi vuol far sapere ‘vedete, riusciamo a piazzarvi sotto il naso una macchina con esplosivo nonostante tutta la citta’ sia presidiata da poliziotti, carabinieri e finanzierì”. “Forse in un primo momento si è voluto minimizzare questo ‘ritrovamento’ – concludono le fonti – per non ammettere che nel sistema di sicurezza qualche ‘smagliatura’ c’é stata”.

IMMIGRAZIONE: NAPOLITANO, SERVONO ORDINE E LEGALITA’
Per governare il fenomeno dell’immigrazione ed evitare scoppi di violenza come quelli di Rosarno, occorrono “ordine e legalità”, garantire i flussi di ingresso legale, lavorare per una effettiva integrazione degli immigrati, che è compito degli enti locali “ai quali lo Stato deve fornire risorse sufficienti”, ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano definendo “molto positivo” l’impegno dimostrato dal governo “in questi giorni” per fronteggiare questi fenomeni e quelli legai alla criminalità organizzata.

A Rosarno – ha aggiunto il Capo dello Stato – sono accadute cose brutte, pesanti. Uno scoppio di insofferenza che ha mostrato il peggio di cio’ che si era accumulato nell’animo dei cittadini e degli immigrati. E’ nostra responsabilita’ collettiva di rapresentanti dello Stato non aver saputo prevenire cio’ che avremmo dovuto prevenire. Ora dobbiamo evitare che si ripeta e respingere luoghi comuni e pregiudizi che indicano la Calabria come luogo di intolleranza e di razzismo”.

”Noi rappresentanti dello Stato non dobbiamo fare fugaci apparizioni in Calabria – ha continuato il Capo dello Stato – ma sviluppare un impegno sistematico contro la ‘ndrangheta e per affermare la legalita”’.

La battaglia condotta “con intelligenza, tenacia e preofessionalità” dalla magistratura calabrese contro la ‘ndrangheta ”segna una svolta che promette molto bene per il futuro della Calabria. Stiamo vivendo una pagina nuova nella storia di questa regione”, ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano esprimendo piena solidarietà al procuratore generale Salvatore Di Landro, e ai procuratori di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, e di Palmi,Giuseppe Creazzo per lo sventato attentato alla Procura Generale, che il capo dello stato ha definito “aggressione brutale”.

 

lg share en La ndrangheta da il benvenuto a Napolitano facendogli trovare una macchina.. .