9780312429133 150x150 Perche noi non siamo Radical ChicIeri sera alcuni amici, elettori e militanti del Partito Democratico, mi hanno definito un po’ scherzosamente (e un po’ seriamente) “radical-chic”. Sia chiaro, non me la sono presa a male. Ma ho avuto modo di riflettere sulle possibili ragioni per cui possono definirmi e definirci (l’appellativo era esteso a tutti noi radicali) così. Alla fine mi sono trovato a fare il bilancio delle ragioni per cui non possono darci questo epiteto spregiativo. Devo dire che questo piccolo fatto porta alla luce un’ostilità – prima poco considerata – neanche troppo celata da parte di un certo Pd (non tutto, per carità) nei confronti dei radicali. E visto che non mi sento né un radical-chic, né un gauche caviar, né un limousine liberal ci tengo a spiegare il perché non lo sono e non lo siamo (naturalmente è il mio punto di vista, per cui invito tutti gli amici radicali a contribuire con i loro perché). Non siamo radical-chic perché sappiamo scendere in strada a parlare con i cittadini – e loro ce lo riconoscono. Non siamo radical-chic perché prestiamo attenzione ai problemi reali e cerchiamo di risolverli concretamente. Penso alla mozione sulle carceri, alle proteste contro le terribili condizioni dei malati di SLA, alle battaglie per il rispetto della legalità, all’attenzione ai problemi legati all’immigrazione, alla lotta contro la pena di morte, alla mobilitazione contro la censura in internet. E ne ho citati solo alcuni. Non siamo radical-chic perché, dopo aver accettato la vergognosa eliminazione del nostro simbolo alle elezioni politiche del 2008, i nostri sei deputati e i nostri tre senatori hanno svolto il loro lavoro con energia costante, dimostrando, ancora una volta, la capacità propositiva che da sempre ci contraddistingue. Non siamo chic perché non abbiamo né auto blu né sangue blu (tanto per citare Rino Gaetano). Niente spazi per noi nelle televisioni, niente spazi sulla stampa, niente copertine di rotocalchi rosa. Non facciamo audience, a differenza d’altri. Siamo radical. Non siamo chic perché le nostre posizioni sono spesso eclatanti, teatrali, spettacolari, ma mai modaiole. Ai nostri congressi non c’è caviale né salmone. Quando portiamo avanti una battaglia ci avveleniamo il fegato, perdiamo ore di sonno e giorni di lavoro, digiuniamo per settimane.Non lo siamo perché le nostre proposte referendarie sono sempre state (anche quando non è stato raggiunto il quorum) approvate dai cittadini italiani. Segno evidente che ci dedichiamo alle loro esigenze, cercando di portarle nel dibattito istituzionale, di farle accogliere e, in ultimo, di farle diventar legge. Ma la cosa che mi piace più dire è che tutto quello che facciamo sottostà sempre al principio della non-violenza. Sempre. E nessun altro può dire altrettanto. Spero di essere stato chiaro, soprattutto perché esaustivo non lo sono stato senz’altro. Quindi, cari amici del Pd, adesso spiegatemi perché dovremmo essere radical-chic. Ma, soprattutto, spiegatemi: voi, cosa siete?

di Roberto Sassi, l’originale qui

 

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