Tu non fai entrare me? E io non faccio entrare nessuno. Sembra una schermaglia tra due bambini, e invece sono Libia e Svizzera che si affrontano a suon di veti. Che i due paesi non si stiano simpatici, lo sappiamo. Ma dopo il veto svizzero all’ingresso di 188 rappresentanti del governo e addetti ai servizi libici (compreso il colonnello e i famigliari), l’inimicizia sembra essersi acuita pericolosamente. I rapporti tra i Gheddafi e il governo elvetico, infatti, non sono buoni da un paio d’anni, tra gli alti e i bassi di una politica di riappacificazione. Questa volta, però, le conseguenze delle ripicche internazionali le pagano e le pagheranno i cittadini europei. Da domenica sera niente più visti ai cittadini di area Schengen, i quali non potranno entrare nel paese nordafricano. Tra i primi rimpatriati comparirebbero già tre italiani, a cui, seppur regolarmente dotati di visto, è stato impedito l’accesso al paese.Chissà come la prenderà l’amico Silvio Berlusconi, che aveva accolto a braccia aperte il leader libico in occasione (ultima ma non unica) del vertice Fao del novembre scorso. Insomma, Gheddafi arriva e pianta tende gigantesche a Roma, riunisce decine di ragazze per spiegar loro i pregi della religione islamica, invitandole a soggiornare a Tripoli, e poi chiude le frontiere ai cittadini europei, e quindi anche agli italiani. E’ proprio un’amicizia del ventunesimo secolo…
di Roberto Sassi, l’originale qui





