imgCache giustizia.jpg 1216 282x300 Indagati, imputati e condannati del PDL: parte seconda.Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato un articolo relativo agli indagati, agli imputati e ai condannati nel corso dell’ultima legislatura appartenenti al PDL. Abbiamo riportato le vicende di  Dennis Verdini, Ugo Cappellacci, Aldo Brancher, Claudio Scajola, Marcello Dell’Utri,  Renzo Masoero, Giuseppe Ciarrapico,  Camillo Pennisi, Nicola Cosentino e Nicola Maria Di Girolamo, tutti coinvolti, a diverso titolo,  in vicende giudiziarie.  Completiamo la lista con altre storie, che meritano di essere raccontate. Fermo restando il principio garantista per il quale nessuno è da considerarsi colpevole fino a sentenza definitiva  di condanna, crediamo sia il caso di discutere della vicenda politica sottostante a questi casi giudiziari, che di certo non rende onore al Governo di questo Paese. Ovviamente modificheremo l’articolo appena verremo a conoscenza di novità, di qualsiasi tipo, relative alle posizioni giuridiche dei personaggi menzionati, e invitiamo i lettori che fossero meglio informati di noi di aggiornarci e di indicarci tutte le integrazioni e modifiche opportune.

Pietro Lunardi:  Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti nei Governi Berlusconi II e III.  Nel giugno 2010 viene inserito nel registro degli indagati, insieme all’arcivescovo di Napoli cardinale Crescenzio Sepe, nell’ambito di un’inchiesta intrapresa dalla Procura di  Perugia sugli appalti per i «Grandi eventi»

Alberico Gambino: Già Sindaco del Comune  di Pagani ed assessore provinciale al turismo di Napoli,  è stato condannato alla pena della reclusione di  un anno e sei mesi, pena sospesa, nell’ambito di un’inchiesta che lo vedeva coinvolto per l’utilizzo improprio della carta di credito co­munale, per il reato di peculato.  La sentenza è stata emessa in primo grado  il 13 luglio 2009  dal  Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Nocera Inferiore Gabriel­la Passaro, a conclusione del processo con rito abbreviato chiesto dallo stesso personaggio politico.

Enzo Rivellini:  Europarlamentare del PDL ed ex consigliere regionale campano . La  procura di Napoli ha chiuso nel febbraio 2010 con quattro avvisi di garanzia l’inchiesta sui rimborsi chilometrici dei consiglieri regionali della Campania, che lo ha visto coinvolto. Il pm Graziella Arlomede  ipotizza i reati di truffa e falso nei confronti di Enzo Rivellini, Pdl, da maggio e  di Pietro Diodato, Pdl.  Solo truffa il reato contestato a Luciano Passariello, Pdl, presidente della commissione regionale anticamorra. Nella vicenda coinvolto anche  Giuseppe Russo del Pd. Secondo l’accusa avrebbero percepito indebitamente i rimborsi.  Per Diodato si ipotizzano oltre 19 mila euro erogati grazie a un cambio di residenza fuori Napoli ritenuto fittizio. Anche nel caso di Rivellini è configurato un presunto fittizio cambio di residenza che gli avrebbe permesso di ottenere oltre 39 mila euro considerati non dovuti. A Passariello è contestato di aver ottenuto indebitamente 14 mila euro per non aver dichiarato di aver trasferito a Napoli la residenza. Russo non avrebbe invece dichiarato che l’auto utilizzata per raggiungere il Consiglio era stata rubata ricevendo così 6 mila euro.

Linda Savino:  Giovanissima esponente politica del PDL.  Nel dicembre del 2009 il suo nome è finito nelle indagini della DDA di Bari  che hanno coinvolto ben 129 persone, per alcune conversazioni con  Michele Labellarte. «Elvira Savino – si legge nell’ordinanza – nel momento in cui si era prestata a farsi intestare fittiziamente la titolarità di un conto corrente, era a conoscenza dei pregiudizi penali patiti dal Labellarte, del fatto che era impossibilitato ad operare in prima persona . La deputata, 33 anni, nata a Castellana Grotte, è accusata di aver agevolato l’attività illecita consentendo la fittizia intestazione di un conto corrente bancario. In cambio avrebbe ottenuto – secondo l’accusa – la concessione di una carta di credito collegata alla promozione di un vettore aereo con addebito sul conto di Michele Labellarte, personaggio «chiave» dell’inchiesta; tre aiuti finanziari per complessivi 3.500 euro e due ricariche telefoniche.

Italo Bocchino: Il giovane rampollo campano, membro  di Generazione Italia e braccio destro di Gianfranco Fini, il 28 gennaio 2009 si è visto notificare dalla  Procura di Napoli  un’informazione di garanzia nell’ambito dell’inchiesta Global service, relativa alla manutenzione delle strade del Comune che ha coinvolto magistrati, deputati ed assessori napoletani, nella quale si ipotizzano per il deputato campano i reati di partecipazione in associazione a delinquere e concorso in turbativa d’asta.

 

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