firme 300x208 Firme false a sostegno di Formigoni: nuove rivelazioniVi segnaliamo questo articolo della Gazzetta di Mantova, pubblicato su Facebook da Valeria Monti, una dei quasi 300 contatti amici delle due pagine FB di   Radicalweb.org.  La lettura  del pezzo  apre scenari a dir poco  imbarazzanti e scovolgenti sulle modalità in cui i partiti politici ( probabilmente tutti tranne uno, indovinate quale)  sono soliti presentare le liste elettorali. Nell’invitarvi a commentare con noi questa notizia , ringraziamo vivamente l’attenta lettrice che l’ha scovata. Da parte nostra proviamo ad agevolarne la diffusione nel web pubblicando questo articolo, e invitando i nostri lettori e i visitatori a condividere il più possibile  la pagina della Gazzetta di Mantova citata da Valeria Monti  o anche questo pezzo  sulle proprie bacheche.

Qui l’articolo originale:
Firme per la presentazione della lista della Destra alle comunali di Mantova inviate in un secondo tempo a Milano, nonostante fossero false, per sostenere la lista regionale della Destra, il partito di Storace, che appoggiava Formigoni.
L’inedito retroscena, che getta un’altra ombra sulla presentazione delle liste alle Regionali della Lombardia, viene riferito dall’ex candidato sindaco di Mantova, Valter Malacarne. Il quale oggi si chiede se quelle firme inviate via fax a Milano siano state poi utilizzate dalla Destra per la presentazione della lista regionale.



 

 

La condanna

Malacarne, insieme con l’ex consigliere comunale di centrosinistra, Luciano Tonelli, ha patteggiato una condanna a sei mesi, pena sospesa. Il primo ha ammesso di aver falsificato o fotocopiato circa 200 firme; il secondo, di averle autenticate sulla parola perché legato a Malacarne da un rapporto di amicizia.
La vicenda si sarebbe chiusa qui, con il patteggiamento, se Malacarne non avesse rivelato di aver inviato quel pacchetto di firme a Milano, su insistenti richieste del regionale della Destra, perché ritenute preziose per la lista che appoggiava Formigoni. Lo stesso ex esponente della Destra tiene a precisare di non sapere, a tutt’oggi, se le firme raccolte a Mantova siano state poi presentate a Milano. E’ una domanda alla quale vorrebbe che venga data una risposta.


 

 

Stoppato dalla Digos all'ufficio elettorale

Il giorno della scadenza della presentazione delle liste, siamo a marzo, Malacarne si presenta all’ufficio elettorale  con il lungo elenco di sottoscrittori (era sua intenzione candidarsi a sindaco). Duecento firme autenticate, sulla fiducia, dall’amico consigliere Tonelli. Ma qui trova ad aspettarlo gli agenti della Digos, allertati da un sostenitore del Pdl, che gli contestano l’irregolarità delle firme.
Malacarne, a quel punto, sa di non avere alcuna chance e rinuncia a candidarsi, ritirando anche la lista della Destra. Fine della storia, ma solo in apparenza. Dalla Procura parte l’accusa di falso ideologico.


 

 

La confessione

I due, Malacarne e Tonelli, caso molto raro nei processi per firme false che si registrano a ogni tornata elettorale, davanti al magistrato ammettono le loro responsabilità e patteggiano. «Un’ingenuità in buona fede» si difendono. Ma accettano, senza vittimismi, il rigore della legge.
Malacarne, 63 anni di Mantova, artigiano, uscito dalla Destra e ora impegnato a costituire un circolo di Futuro e Libertà, rivela alla Gazzetta di Mantova: “Le stesse firme giudicate false dalla Procura di Mantova, e che mi sono costate una condanna sei mesi, le inviai alla segreteria regionale della Destra. Me le avevano chieste a ripetizione”.
“Insieme a questo blocco, 200 firme, ne mandai un’altra quarantina, sempre in fotocopia. Ma erano firme che avevo raccolto addirittura nel 2005, alle precedenti elezioni amministrative. Oggi, condannato per un errore in buona fede, chiedo: quelle firme sono state utilizzate per presentare la lista della Destra che appoggiava il governatore Formigoni? Vorrei saperlo». (pda)
Consulta anche : Tutti i candidati e tutte le  liste delle comunali 2011 Milano

 

 

 

 

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