L’invito a comparire notificato a Silvio Berlusconi nell’ambito del procedimento relativo al caso Ruby, come era logico e  scontato che avvenisse,  è finito integralmente su internet. Le 389 pagine, catalogate in un file PDF e pubblicate in anticipo da Dagospia, circolano da ore su diversi siti e perfino su “Emule”.  Ne danno notizia, ovviamente senza pubblicare i file, diversi siti, come Digitinfinity.net.

Tecnicamente  non si comprende come la divulgazione (così rapida) sia stata possibile, ma oramai decine- forse centinaia- di migliaia di persone hanno scaricato il file, quindi il danno è fatto.  Dal punto di vista giuridico, ci chiediamo, tutto ciò è lecito?

L’ art. 684 c.p., nel vietare la pubblicazione di atti o documenti di un procedimento penale, si riferisce ad  ”atti o documenti di un procedimento penale, di cui sia vietata per legge la pubblicazione”.  Tale formulazione rinvia all’elencazione  contenuta nell’ art. 114 del c.p.p. , il cui comma settimo, però,  statuisce: ”È sempre consentita la pubblicazione del contenuto di atti non coperti dal segreto.” Quali sono gli atti coperti dal segreto? Ce lo dice l’ art. 329 c.p.p.: “Gli atti di indagine compiuti dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria sono coperti dal segreto fino a quando l’imputato non ne possa avere conoscenza e, comunque, non oltre la chiusura delle indagini preliminari.”

E’ evidente come, nel caso di specie, con l’invito a comparire, che vale come informazione di garanzia,  Silvio Berlusconi ne abbia avuto conoscenza.

Il nostro sito, però, nonostante tali considerazioni, dopo aver visionato al volo quel che circolava, ha deciso di non pubblicare il file e di non indicare i link alle fonti che lo pubblicano.

Ciò per una semplicissima  ragione: nello stesso sono riportati i dati personali di decine e decine di persone che non sono imputate e che neppure sono state indagate nel procedimento (nè in procedimenti connessi), e figurano anche sms e conversazioni probabilmente irrilevanti ai fini delle indagini, dei quali non si comprende l’inserimento  nell’ invito a comparire, quindi neppure il senso di una pubblicazione online o sulla carta stampata.

Per una questione di Privacy non ci pare opportuno pubblicare un file con le date di nascita , gli estremi ed  informazioni sensibili (  anche di tipo sessuale)  di persone – non solo “belle fanciulle” –  coinvolte magari di striscio in questa vicenda, che non hanno commesso alcun atto contrario alla legge. Violare la loro Privacy sarebbe si, molto più che pubblicare quel file, un’aggressione alla loro vita privata e una violazione della legge, con tutte le conseguenze che ne potrebbero derivare.

Speriamo che voi possiate comprendere la nostra scelta , che non vuole in alcun modo difendere il Premier e le sue condotte assai discutibili sotto il profilo dell’opportunità politica  - prima ancora che sotto quello della conformità ai precetti vigenti- .

Radicalweb.org

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