I procedimenti penali a carico del Premier On. Silvio Berlusconi, ed in particolare il Ruby-Gate, che costringerà il Cavaliere a presentarsi di fronte ai Magistrati il 6 aprile, gettano pesanti dubbi circa la durata in carica del Governo fino alla scadenza naturale della Legislatura, spingendo la maggioranza ad accelerare i tempi nell’approvazione della tanto agognata quanto necessaria riforma della Giustizia. Da più di due anni alla Camera dei Deputati sono in esame due proposte di legge, presentata dai deputati radicali, aventi rispettivamente ad oggetto: Delega al Governo per la separazione delle carriere dei Magistrati e Modifiche alla legge 13 aprile 1988, n. 117, in materia di responsabilita` civile dei magistrati, che vi illustriamo di seguito, a firma degli On. Bernardini, Turco, Beltrandi, Farina Coscioni, Zamparutti .
PROPOSTA DI LEGGE n°251
Delega al Governo per la separazione delle carriere dei Magistrati
D’INIZIATIVA DEI DEPUTATI
BERNARDINI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI,
FARINA COSCIONI, MECACCI, ZAMPARUTTI
ART. 1.
1. Il Governo e` delegato ad adottare, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:
a) modificare il decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, e successive modificazioni, al fine di affermare il principio per cui il passaggio dei magistrati dalle funzioni giudicanti alle requirenti, e viceversa, e` vietato in ogni caso;
b) modificare conseguentemente le disposizioni in tema di accesso alla magistratura al fine di prevedere che gia` nella domanda di partecipazione al concorso in magistratura il candidato debba indicare quale funzione, requirente o giudicante, intende svolgere in caso di superamento del concorso;
c) procedere conseguentemente al coordinamento delle disposizioni in materia di ordinamento giudiziario riguardanti il passaggio di funzioni per i magistrati.
2. Gli schemi dei decreti legislativi adottati nell’esercizio della delega di cui al comma 1 sono trasmessi al Senato della Repubblica e alla Camera dei deputati, ai fini dell’espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario, che sono resi entro il termine di trenta giorni. Decorso tale termine, i decreti possono essere comunque emanati.
PROPOSTA DI LEGGE n°252
’INIZIATIVA DEI DEPUTATIBERNARDINI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI,FARINA COSCIONI, MECACCI, ZAMPARUTTIModifiche alla legge 13 aprile 1988, n. 117, in materiadi responsabilita` civile dei magistrati
ART. 1.
1. Alla legge 13 aprile 1988, n. 117, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1 dell’articolo 2 e` sostituito dal seguente:
« 1. Chi ha subıto un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni ovvero per diniego di giustizia puo` agire contro questo per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e dei danni non patrimoniali che derivano da privazione della liberta` personale. L’azione civile per il risarcimento del danno e` regolata dalle norme vigenti in materia »;
b) gli articoli 4, 5, 6, 7 e 8 sono abrogati;
c) il comma 1 dell’articolo 9 e` sostituito dal seguente:
« 1. Il procuratore generale presso la Corte di cassazione, per i magistrati ordinari, o il titolare dell’azione disciplinare, negli altri casi, devono esercitare l’azione disciplinare nei confronti del magistrato per i fatti che hanno dato causa all’azione di risarcimento, salvo che non sia stata già proposta, entro due mesi dalla comunicazione che il richiedente del risarcimento deve fare, al procuratore generale o al titolare dell’azione disciplinare, contestualmente alla richiesta di risarcimento. Resta ferma la facolta` del Ministro della giustizia di cui al secondo comma dell’articolo 107 della Costituzione ».
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La situazione di emergenza che sta attanagliando il Governo potrebbe rivelarsi per i Radicali un’occasione irripetibile per portare a casa le due storiche battaglie del Partito Radicale. I tempi sono maturi, la situazione politica è favorevole all’approvazione di queste due riforme epocali, che costituiscono da 30 anni i cavalli di battaglia del Partito Radicale in materia di Giustizia. Senza essere costretti ad entrare nel Governo Berlusconi o ad un appoggio esterno abbiamo oggi la possibilità di mettere in banca due punti essenziali della Riforma della Giustizia, semplicemente approfittando della necessità della maggioranza di Governo di sostenere le nostre due storiche battaglie per contrastare la Magistratura, e probabilmente anche per punirla. Quando passerà nuovamente un treno del genere? Portiamole a casa.





