pecoraro scanio e1299701292627 290x290 Lautorizzazione a procedere nei confronti di Pecoraro Scanio e il voto dei radicaliAd Annozero Marco  Travaglio ha  attaccato i Radicali sulla vicenda  dell’autorizzazione a procedere nei confronti di Pecoraro Scanio. Contro la sua stolta demagogia, pubblichiamo le motivazioni di Maurizio Turco, deputato radicale. ”Il Tribunale dei Ministri ha inoltrato la richiesta al Parlamento ritenendo che le telefonate intercettate tra Pecorario Scanio e Fella Mattia fossero “fortuite o casuali, poiché avevano come diretto destinatario una terza persona non legata al parlamentare da vincoli di parentela, di frequentazione abituale o di altro genere tale da denotare una direzione originaria dell’atto nei confronti del parlamentare stesso”. La Giunta per le autorizzazioni si esprime non già nel merito delle intercettazioni ma se le stesse siano state acquisite a termini di legge.

Dagli atti emerge con chiarezza, proprio in base al tono e al testo delle intercettazioni che tra Pecoraro Scanio e Fella Mattia vi fosse un rapporto di frequentazione più che abituale. Rapporti tanto frequenti e cordiali che dalle stesse intercettazioni risulta che abbiano fatto insieme anche diverse vacanze.
Inoltre, l’On. Ferranti, che sosteneva la richiesta all’utilizzo delle intercettazioni, nella sua relazione in un primo tempo non ha potuto fare a meno di rilevare che
“(…) dall’ascolto delle conversazioni sulle utenze in uso al Fella sono emersi i rapporti frequenti e cordiali nel tono e nel contenuto con l’allora Ministro Pecoraro Scanio.”
Per contraddirsi dopo due pagine ed affermare che “(…) si è trattato di intercettazioni casuali o indirette, stante il carattere assolutamente imprevisto dell’interlocuzione del parlamentare con gli imprenditori oggetto dell’attività investigativa (…)”
La Giunta ha il compito di autorizzare o meno l’uso delle intercettazioni sulla base delle casualità o meno delle stesse. Come affermato con chiarezza dall’on. Mantini “qualora gli investigatori dovessero prendere atto della frequenza elevata di contatti tra l’indagato e un parlamentare e ne dovessero evincere elementi di sospetto anche a carico di quest’ultimo, dovrebbero interrompere l’attività di captazione e domandare la preventiva autorizzazione.”
Per quanto mi riguarda dalla lettura di tutti gli atti ho apprezzato che i rapporti tra l’indagato e Pecoraro Scanio andassero anche oltre quanto apprezzato dall’On. Ferranti.
E non è tutto. Nonostante la frequenza e la cordialità dei contatti tra l’indagato e Pecoraro Scanio il magistrato non solo continua a intercettare Pecoraro Scanio ma comincia ad interrogare i suoi collaboratori su fatti che secondo i magistrati potrebbero rappresentare fattispecie di reati a carico di Pecoraro Scanio a cui quei reati verranno contestati successivamente. Insomma Pecoraro Scanio era indagato sostanzialmente ma non formalmente”.

 

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