Vi segnalo un articolo apparso sulle pagine di Generazione Futuro, gruppo Giovanile di Futuro e Libertà, a firma di Maria Beatrice Scibetta. Il titolo “Caro Pannella, la fame è una cosa seria” (cliccate qui per leggerlo) è il giusto prologo di una riflessione allucinante sullo sciopero della fame e della sete condotto da Marco Pannella, al quale abbiamo dedicato nei giorni scorsi un report-video. Tra le frasi della Scibetta che più mi hanno colpito voglio citare la seguente:
“Quella dei bambini che muoiono di fame. Il leader radicale (anche se un uomo che attenta alla propria salute appositamente tutto è tranne che in leader) infrange la più importante delle missioni della vita: preservare il rispetto verso il prossimo e la dignità. Quale rispetto ha per chi non può mangiare, costretto dall’ingiustizia della sorte? Per chi davvero darebbe tutto per un pasto?
Mi era impossibile tenere a freno la lingua, quindi ho lasciato su Generazione Futuro un commento (che giace triste in coda di moderazione ). Il mio sfortunato commento , più o meno, suonava così..
Questa retorica della “fame nel mondo”, che tanto ricorda le esternazioni di talune superficiali concorrenti di Miss Italia nella gran finale a Salsomaggiore ( o dell ‘indimenticabile parodia delle stesse su “Zelig” ), non coglie la nobiltà di una scelta, quella di Marco Pannella, che è tanto estrema quanto encomiabile. L’autrice Maria Beatrice Scibetta dice di non voler entrare nel merito delle motivazioni di Pannella: allora , se la stessa me lo permette, ci entro io. Marco ha utilizzato questo strumento per denunciare le condizioni disumane delle carceri italiane, nelle quali ogni anno muoiono oltre cento detenuti (di malattie, di fame e di stenti), e per chiedere l’Amnistia.Sono 1.835 gli uomini e le donne che hanno perso la vita negli ultimi 10 anni nelle “patrie galere”:ben 184 nel 2010, già 88 nel 2011. Comprendo che alla Scibetta,magari, non gliene importi nulla, ma c’è chi, per denunciare ed arrestare questa carneficina,rischia la propria vita, peraltro tutta votata alla conquista di nuovi spazi di libertà. Io rispetto la scelta di Pannella, non perchè sono radicale, ma perchè so riconoscere la bellezza di un gesto altruistico e disinteressato: non credo che il leader radicale stia mancando di rispetto a nessuno nel mettere a rischio qualcosa (la vita) che è sua soltanto, e sulla quale nessun altro ha alcun diritto di accampare pretese.
Nessuno sta chiedendo alla Scibetta di partecipare a questa iniziativa, ma la giovane futurista ci vuol forse far ritenere che anche Gandhi, che grazie a simili forme di protesta nonviolenta ha regalato l’indipendenza al suo popolo, oltraggiava la dignità dei bambini che muoiono di fame? Sull’invito a Marco a “correre nudo in un parco” per farsi ascoltare, preferisco davvero tenere a freno la lingua: se il buon Pannella lo facesse (e il coraggio non gli mancherebbe) sono certo che benpensanti come la Scibetta griderebbe allo scandalo ed alla vergogna, chiamando come minimo i Carabinieri. Mi auguro che l’autrice non si rammarichi troppo delle mie impietose considerazioni su quel che la stessa ha scritto: era inevitabile che ad un radicale tanta gratuita cattiveria mascherata da falso buonismo non potesse piacere, ma in ogni caso, è risaputo, noi radicali e liberali siamo pochi e odiosi… Le sarà molto più semplice piacere a tutti gli altri.
Nella mattinata, comunque, un autore di Generazione Futuro si è sentito in dovere di esprimere il proprio dissenso rispetto alla posizione enunciata dalla Scibetta: vi invito, pertanto, a leggere anche il pezzo “La Battaglia di Pannella merita rispetto”, a firma di Diego di Gilio, che voglio ringraziare pubblicamente per la sensibilità dimostrata e per aver dimostrato come nel movimento giovanile di Futuro e Libertà in molti apprezzino l’impegno del leader radicale. Persino Gianfranco Fini, peraltro, nei giorni scorsi aveva espresso sostegno all’azione di Marco Pannella, così come il capogruppo di FLI Benedetto della Vedova.
P.S. Informati lettori mi fanno notare che Maria Beatrice Scibetta a Miss Italia, buon per lei, potrebbe andarci sul serio. Ci tengo pertanto a sottolineare che il casuale riferimento a Salsomaggiore e alla parodia di Zelig è solo ed esclusivamente legato alla stucchevole frase sulla fame nel mondo, spesso ascoltata nei concorsi di bellezza, ma che nessuna intenzione c’era di accostarlo all’estetica dell’interessata (che era assolutamente ignota al sottoscritto). Di certo non era interesse dello scrivente punzecchiare l’autrice su un dato, quello estetico, che non ha alcuna attinenza con il contenuto del pezzo contestato nè può essere ragione di penalizzazione o di generalizzazione alcuna . La bellezza,insomma, non c’entrava proprio nulla, anche se la sorte in questo caso ha giocato un tiro mancino.
Saluti libertari







Ciao Carmelo mi chiamo Matteo Colella e sono un membro di Generazione Futuro. Premetto che ho infinita stima per Marco Pannella e per il movimento Radicale per le sue battaglie, ma soprattutto per la sua umanità. Ho commentato entrambe gli articoli e non posso che essere d’accordo con te nella maniera più assoluta. Ora ci terrei che non si faccia di tutta l’erba un fascio con Generazione Futuro. Ahimè il movimento Radicale ha tirato fuori portavoci disgustosi (ogni riferimento a Capezzone è puramente casuale) dunque quello sia visto come un articolo di una ragazza con le sue idee, a mio avviso quantomeno discutibili. A presto.
Ciao Matteo. Ti ho chiesto l’amicizia oggi dopo aver letto proprio il tuo commento su Generazione Futuro. Proprio affinchè non ci finisse in mezzo tutta Generazione Futuro ho citato nell’articolo entrambi gli articoli apparsi sul sito, anche quello di segno diametralmente opposto, dal titolo “Marco Pannella merita rispetto”, da te commentato. Ho ringraziato nel pezzo l’autore per la grande sensibilità dimostrata e specificato che Gianfranco Fini si era espresso a favore della battaglia di Pannella. Insomma, non ho proprio niente nei confronti di Generazione Futuro, ho decine di amici liberali che ci militano, e considero buona parte di Futuro e Libertà come la il riferimento più vicino alle istanze radicali.
[...] Articolo completo fonte: Generazione Futuro e lo sciopero della fame e della sete di Marco Pannella [...]
Tutta la mia solidarietà a Marco Pannella.
Apprezzo le manifestazioni critiche quando sono tese costruttivamente a ampliare il mio orizzonte mentale, e farmi ragionare su molti aspetti. Tuttavia, credo siano opportune alcune riflessioni. Il mio riferimeno alla fame nel mondo non è ne strumentale ne qualunquista ma soltanto l’esempio che traggo come illustratore della sofferenza umana. E lo collego a Pannella solo perchè lui la sofferenza fisica se la auto-induce. E’ proprio questo l’atteggiamento che invito a scardinare- autolesionismo auto-indotto. Fai un paragone con Ghandi, ma non consideri la sostanziale differenza fra i due: Ghandi non viveva in un paese libero dove è lecito protestare e dissentire. Pannella, almeno secondo la mia modesta opinione (CHE E’ PERSONALE COME SEMPRE E NON RAPPRESENTATIVA DI GF), avrebbe mille altri modi per portare avanti le sue sacrosante e giustissime battaglie. E da persona che forse da troppo valore alla vita umana, che percepisco come fenomeno meraviglioso, mi sento offesa da chi la getta via appositamente qnando potrebbe fare altrimenti. Desta molta più attenzione su se stesso che non sul tema delle carceri.
Capisco che la durezza dei miei toni possa aver conferito un disprezzo generico verso lo scopo di Pannella, e quindi ci tengo a sottolineare che così non è, e che è proprio un ex radicale il mio maggiore riferimento politico nel FLI (Dellla Vedova). prego l’autore di smorzare l’ironia gratuita di certi commenti fuoriluogo e lesivi della mia persona che non conosce, attenendosi alla critica dei concetti, perchè ogni opinione va rispettata anche quando si è in totale dissenso. Cordialmente,
Maria Beatrice Scibetta.