Qualche tempo fa abbiamo dedicato un articolo a Scientology, esprimendo i nostri immancabili dubbi su questa (come su tante altre) filosofie e fedi religiose, partendo da una descrizione del credo trovata nel web. Proprio i nostri consueti “dubbi” ci hanno spinto a chiedere ulteriori informazioni a Renato Ongania, responsabile delle relazioni pubbliche di Ron Hubbard in Italia, nonchè amico radicale e candidato della Lista Bonino nel 2000, che con grande gentilezza e disponibilità ha scritto per Radicalweb.org un pezzo sulla storia e filosofia di Scientology. Lo pubblichiamo integralmente, senza alcuna volontà di fare proselitismo ( nella nostra mini-redazione ci dividiamo equamente tra atei,agnostici e fedeli di religioni cristiane). Le nostre perplessità le abbiamo già descritte abbondantemente, ma nutriamo la convinzione che sia giusto ascoltare “l’altra campana” quando si parla di un fenomeno così complesso.
Saluti libertari
Vi presento Lafayette Ron Hubbard, autore e fondatore di Scientology
A cura di Renato Ongania, Responsabile delle relazioni pubbliche personali di L. Ron Hubbard per l’Italia, ex militante radicale e candidato alle elezioni regionali nella Lista Bonino nel 2000.
(renatoongania@libero.it – Maggiori informazioni disponibili sul sito www.lrohubbard.it)
Lafayette Ron Hubbard nasce un secolo fa, il 13 marzo 1911 nel centro degli Stati Uniti d’America. Conduce una vita molto intensa assumendo diversi ruoli nella società per indagare le leggi che regolano il comportamento umano. La sua missione è “aiutare l’uomo a capire se stesso”.
La vita del futuro fondatore della religione di Scientology inizia come quella di un qualsiasi bambino particolarmente curioso e disposto a conoscere per capire tutto quanto lo circonda. Il giovane Hubbard cresce nella consapevolezza che l’Occidente non sa abbastanza dell’uomo ed elegge l’Oriente, Cina, India, Giappone ed altre isole del Pacifico, quali luoghi in cui trovare delle risposte. Inni vedici, Buddismo, induismo, taoismo e confucianesimo divengono qualcosa di profondamente interessante per il giovane Hubbard.
Grazie agli studi dei primi corsi dei fenomeni atomici e molecolare della Fisica degli anni ’30, Hubbard comprende i principi cardine che regolano l’universo fisico e con lo stesso rigore arriverà a formulare delle leggi che regolano lo spirito, ossia ciò in cui consiste la dottrina di Scientology.
L’attività di scrittore professionista permette a Ron Hubbard negli anni ’30 e ’40, di diventare uno degli scrittori più letti dell’era d’oro dei pulp negli Stati Uniti d’America. Coi guadagni Hubbard arriverà a finanziare ulteriore ricerca sull’uomo.
Diviene esploratore, ufficiale di marina, ricercatore, poliziotto, filosofo ed educatore. Per un certo periodo è amministratore delle organizzazioni che permettono alle persone di diventare più intelligenti, più abili e capaci di occuparsi dei problemi della vita, le chiese di Scientology.
Sebbene sia l’autore con il maggior numero di opere pubblicate (1.084), nonché l’autore più tradotto al mondo (71 lingue) e l’autore con il maggior numero di titoli di audiolibri (185), Lafayette Ron Hubbard, è caro a milioni di persone nel mondo per le opere di Dianetics e Scientology. Queste sono contenute in 8.000 pagine di testo, 29.000 pagine di pubblicazioni singole organizzate in serie enciclopediche e oltre 2.500 conferenze registrate.
Perché l’uomo uccide, combatte guerre, si ammala, distrugge l’ambiente, tradisce, odia, finendo spesso per soccombere o far soccombere? Le risposte sono nel suo libro più venduto Dianetics, la forza del pensiero sul corpo. Il libro viene pubblicato il 9 maggio 1950. Appare su 600 elenchi di bestseller ed è ora tradotto in 50 lingue con 22 milioni di copie vendute.
Con quell’opera Hubbard fornisce gli assiomi fondamentali sulla mente, sul carattere dell’individuo, della specie, e annuncia la scoperta della fonte delle aberrazioni, dei comportamenti irrazionali e della malattie psicosomatiche. Fornisce una metodologia per aiutare l’Uomo a liberarsi di questa fonte rimasta nascosta per millenni.
1944. L’etica dell’Uomo
Come si puo’ immaginare, le circostanze sono legate alla guerra in corso, e il luogo è l’Universita’ di Princeton, dove il tenente Hubbard frequenta la Scuola della Marina Americana del Governo Militare per prepararsi ad assumere il comando delle operazioni nei territori occupati.
Scrisse a Princeton: “Nella mia vita, non ho mai sentito parlare di una giustizia tanto potente e crudele quanto quella dei Cinesi, a parte quella di Gomez [il tirannico dittatore, generale Juan Vicente Gomez, 1857-1935], in Venezuela. L’evidente mancanza di diritti individuali di fronte alla sbarra della giustizia a Chefoo, a Pechino, a Nagasaki e in altre citta’ orientali non ha mai mancato di sorprendermi”.
Ciononostante, egli puntualizza con una certa veemenza che le concezioni asiatiche di giustizia, in particolare quella cinese, non erano prive di liberalismo. Attingendo in modo particolare dal Tao, infatti, i Cinesi potevano vantare una tradizione profondamente illuminata, in cui ad ogni cittadino era attribuito un proprio senso innato del bene e del male.
Prendendo spunto da questo, il tenente Hubbard ammonì i futuri governatori militari dell’occidente: nonostante tutta la nefandezza della giustizia orientale, con la sua enfasi su terribili punizioni corporali, nessuna commissione militare o tribunale d’occupazione degli Stati Uniti dovrebbe mai ritenere che i metodi e gli standard giudiziari occidentali siano “concetti speciali, grandiosamente concepiti da scrittori occidentali e funzionanti soltanto nel nostro emisfero”. Al contrario, “principi identici o simili sono ricorsi costantemente e persistentemente nel pensiero orientale per quasi tremila anni”.
1951 – L’Etica come strumento di elevazione verso un migliore livello di sopravvivenza
L’etica è stata tradizionalmente materia contemplativa, con dibattiti piu’ o meno interminabili su che cosa sia esattamente giusto e che cosa sia sbagliato. Inoltre il soggetto è stato irrimediabilmente confuso con la giustizia, che è invece un concetto del tutto diverso. La giustizia, infatti, è l’azione intrapresa dal gruppo nei confronti dell’individuo quando quest’ultimo non si comporta in maniera etica.
Nel libro “Scienza della Sopravvivenza” (1951) Hubbard offre una definizione chiara di etica: “L’etica, in realtà, consiste, come possiamo definirla in Dianetics, di razionalità tesa verso i più alti livelli i sopravvivenza per l’individuo, la razza futura, per il gruppo, per l’Umanità e per l e altre dinamiche1 considerate collettivamente. L’etica è ragione.”
Alla luce di quanto sopra si può finalmente definire cose come buono, cattivo, bene e male.
Scrive ancora Hubbard: “L’individuo classifica come buone quelle cose che favoriscono lui, la sua famiglia, il suo gruppo, la sua razza, l’umanità, la vita, nell’ obbidienza al comando [Sopravvivi!], modificata dalle osservazioni dell’individuo, della sua famiglia, del suo gruppo, della sua razza o della vita.
Come cattive si potrebbero classificare quelle cose che tendono a limitare la spinta dinamica dell’individuo, della sua famiglia, del suo gruppo, della sua razza o l’impulso dinamico in generale della vita, limitata anch’essa dall’osservazione, dell’osservatore e dalla sua capacità di osservare. Il bene potrebbe essere definito costruttivo. Il male potrebbe essere definito distruttivo, definizioni che vengono modificate dal punto di vista.
L’uomo come individuo è un organismo che tenta di sopravvivere in armonia o in contrasto con gli altri uomini, le altre razze, i tre regni.”
A differenza delle giustizia, che, come già notato, viene amministrata da qualcuno nell’interesse della sopravvivenza di un gruppo, piccolo o grande che sia, l’etica è una questione personale e consiste in quelle azioni che un individuo intraprende su se stesso per raggiungere la sopravvivenza ottimale. In altre parole, per citare di nuovo L. Ron Hubbard: “… sono buone le cose che contribuiscono alla sopravvivenza dell’individuo, della sua famiglia, dei figli, del gruppo, dell’umanita’, della vita e della materia, dell’energia, dello spazio e del tempo (l’universo fisico)”.
L’Etica diventa quindi uno strumento funzionale da usare nella vita per innalzare il proprio livello di sopravvivenza e quello degli altri. Per citare un precedente storico alla visione globale dell’Etica in quanto razionalita’ stessa, L. Ron Hubbard fa riferimento ad un antico testo buddista, il Vinaya Pitaka e, in particolare, il Cullavagga, ossia le regole di condotta per la purezza della vita monastica volute dal Budda.
La tecnologia di Etica di Hubbard non comporta la salvezza per mezzo dell’espiazione, ma consente di raggiungere una riabilitazione, tramite la comprensione e l’applicazione di alcune leggi fondamentali.
1952 – La nascita di Scientology.
La parola Scientology deriva dal latino “Scio”, conoscere, sapere, e dal greco “logos”, studio di. Un termine coniato che significa “sapere come conoscere”. Dopo aver compiuto un’estesa ricerca nel reame dello spirito, consapevole di aver invaso il campo della religione, annuncia al pubblico di Phoenix (Arizona) la nascita di Scientology, una religione non dogmatica che si occupa dello studio e del trattamento dello spirito in relazione a se stesso, agli altri ed alle altre forme di vita.
La prima chiesa viene fondata da alcuni fedeli a Los Angeles, nel 1954.
1956 – Sapere come conoscere per ottenere libertà spirituale.
In “Scientology: I Fondamenti del Pensiero” L. Ron Hubbard scrive:
“Testi molto antichi dicono: ’Dal caos venne la nascita. Dalla nascita ebbe luogo la crescita. Quando la crescita giunse a compimento, ebbe luogo un decadimento graduale. Il decadimento, poi, fini’ in morte. Dopo la morte ci fu il caos’. Scientology esprime questo concetto in una forma più breve. Il ciclo-di-azione è un’apparenza che si manifesta nel modo seguente: CREARE, quindi SOPRAVVIVERE, quindi DISTRUGGERE”. …
…“Il banco di prova di questo principio è il seguente: se usiamo il ciclo-di-azione, è possibile far star bene qualcuno o renderlo più intelligente? Migliaia di test hanno dimostrato che l’uso del ciclo-di-azione e il fatto di credere in esso, non ha mai fatto star bene nessuno nè ha mai reso nessuno intelligente. Perciò, a prescindere dal fatto che vediamo questo ciclo o meno, ci deve essere qualcosa che non va in esso. La donna che invecchia e desidera sembrare più giovane, sta protestando contro questo ciclo-di-azione. Sente che in esso c’è qualcosa che non va. E infatti è cosi’. Dobbiamo scoprire qual è il ciclo effettivo prima di poter far migliorare le persone”.
“… Il ciclo-di-azione effettivo è il seguente:
CREARE, CREARE-CREARE-CREARE, CREARE-CONTRO-CREARE, NESSUNA CREAZIONE, NOTHINGNESS (stato o qualità di essere nulla)”.
“…Un ciclo-di-azione effettivo consiste quindi in varie attività, ma tutte quante sono creative”.
“… Per arrestare una qualsiasi creazione, si può stabilire che, una volta, si sapeva che la si stava effettuando (trovando quel pensiero) e rendendo la cosa di nuovo conosciuta. Oppure si può semplicemente creare di nuovo e consapevolmente ciò che si stava già creando inconsciamente (inconsapevolmente). In entrambi i casi la creazione si arresta. Il modo sbagliato di farlo è iniziare una nuova creazione da contrapporre alla vecchia creazione. Quando lo si fa, si ottengono confusione e caos”.
“… Un uomo ha un lavoro. Svolge il proprio lavoro. Vale a dire, egli crea-crea-crea un lavoro per giorni, settimane e anni. Fintantoché crea il lavoro, il lavoro esiste. Un bel giorno egli fa assegnamento su quel lavoro (lo da’ per scontato). Non lo crea più. Esso cessa di esistere. E lui rimane senza lavoro. All’apparenza si è messo a battere la fiacca (è diventato un fannullone) ed è stato licenziato. In realtà ha smesso di creare il lavoro e quindi non l’ha più”.
Vediamo qui come Hubbard sia interessato unicamente a fornire all’Uomo una conoscenza funzionale, che gli permetta di elevare il suo livello di sopravvivenza in ogni ambito della vita.
Cos’è la filosofia secondo L. Ron Hubbard?
Per rispondere a questa domanda riportiamo un estratto da “La mia filosofia”, di L. Ron Hubbard.
“Tutto quel che sappiamo in materia di scienza o di religione ci viene dalla filosofia. È alla base e alla vetta di qualsiasi altra forma di conoscenza che possediamo o che utilizziamo. A lungo considerata argomento per intellettuali, confinata alle aule del sapere, la filosofia è rimasta in larga misura inaccessibile all’uomo della strada.
Circondata dall’impenetrabile scorza protettiva dell’erudizione, essa è stata prerogativa solo di pochi privilegiati. Il principio cardine della mia filosofia è che la saggezza è destinata a chiunque desideri raggiungerla. È al tempo stesso servitrice dell’uomo comune e dei re, e non dovrebbe mai essere guardata con timore reverenziale”.
Il trionfo della Filosofia dopo 2000 anni.
L. Ron Hubbard scrive: “Socrate, Aristotele, Euclide, Talete, Eraclito, Parmenide, Democrito, Pitagora, Platone, Anassagora, Lucrezio e tutti gli altri non avevano in mente la fabbricazione di cose materiali quando resero nota la loro conoscenza al mondo. [...] Questo perché la loro meta filosofica era la comprensione dello spirito dell’uomo e la sua relazione con l’universo”.
Bibliografia:
“L. Ron Hubbard, Images of a Lifetime, A photographic Biography”, Bridge publications, Los Angeles (USA), 1996, ISBN 1-57318-028-9.
“Ron L’umanitario, La via verso il rispetto di sè’”, Bridge Publications, Los Angeles (USA), 1996, ISBN 87-7816-250-5
Hubbard, L. Ron, “Scientology: I Fondamenti del Pensiero”, Bridge Publications, Los Angeles (USA), 2007, ISBN 978-1-4031-4589-5
“Ron, the Philosopher, The Rediscovery of the Human Soul”, Bridge Publications, Los Angeles (USA), 1996, ISBN 1-57318-034-3″.
Di Renato Ongania,






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Spett.le redazione,
complimenti!
Complimenti perché anche se non condividete, rispettate.
Complimenti perché anche se criticate, date spazio per replicare, e non solo tramite un commento.
Complimenti perché in questo vedo il vero spirito liberale e democratico.
Complimenti!
Abbiamo il dovere di essere liberali nei fatti, non solo a parole. E dato che curiosi lo siamo di natura era corretto e giusto, dopo aver espresso un parere su Scientology, ascoltare anche l’altra campana . Il liberalismo per noi deve essere una prassi concreta, o non può definirsi liberalismo. Ringraziamo Renato di aver accettato la nostra richiesta di scrivere un articolo e di averlo scritto nel migliore dei modi.Saluti