nanni 300x247 Nanni è partito, e non tornerà. Come quasi 2000 detenuti morti in carcere negli ultimi undici anni.

Il 5 ottobre 1980 moriva in carcere Nanni De Angelis.  Il giovane Nanni, denominato dagli amici  ”Piccolo Attila”, era un militante della formazione di estrema destra “Terza Posizione”: uno sportivo, un ragazzo dalla grande passione sociale e politica, dal litigio “facile” , dal carattere  difficile e generoso, indomito e guerriero. All’indomani della Strage di Bologna del 2 agosto 1980,  il 22enne era stato accusato ingiustamente di essere uno degli autori del vile attentato stragistico:  solo in seguito si  scopriva che De Angelis il 2 agosto si trovava in campo a Castelgandolfo, intento a disputare le finali nazionali di Football americano ( con tanto di riprese della RAI a documentare la circostanza).  Pochi mesi dopo gli eventi di Bologna, nell’ottobre 1980, i NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari – altra formazione della destra extraparlamentare, alla quale Nanni De Angelis era estraneo-)  si macchiavano dell’omicidio del militare Francesco Evangelista. Probabilmente per un “errore di persona”, Nanni De Angelis  subiva  la violenta  ritorsione delle forze dell’ordine, finendo per venire condotto brutalmente  in caserma e poi in carcere. Secondo le cronache giudiziarie  Nanni moriva ( ufficialmente “suicida”) nella giornata del 5 ottobre,  impiccato nella propria cella: l’autopsia, però, riscontrava un sistematico  linciaggio,ematomi  e traumi diffusi  su tutto il corpo, testimonianze di una violenza inaudita perpetrata da aguzzini senza scrupoli . Soltanto dopo molti anni  la giustizia italiana accertava l’identità dei veri autori dell’omicidio di Francesco Evangelista:  la verità processuale, però, non avrebbe più potuto riportare in vita il “Piccolo Attila”, vittima sacrificale di una triste vergogna di stato.

Dal 2000 ad oggi  ben  1.892 (milleottocentonovantadue) detenuti  sono morti nelle carceri italiane ( 184 nel 2010, 145 nel 2011 – dati aggiornati al 30 settembre-). Per le cronache giornalistiche e giudiziarie  in 674 casi si è semplicemente trattato di suicidio. Ragazzi di estrema destra, come Nanni, ma anche tantissimi militanti di estrema sinistra;  cittadini rei dei più svariati reati , soggetti socialmente pericolosi o immacolati innocenti. Tutti accomunati da un destino ingrato quanto ingiusto, indegno di un Paese civile: quello di perdere la vita in carcere, dopo aver perso la libertà.

Onore alla memoria di Nanni De Angelis! Onore alla memoria dei troppi detenuti caduti per mano di un sistema giudiziario e penitenziario  liberticida, ignobile e disumano!


“Nanni è partito”, canzone dei 270-bis.Canta Marcello De Angelis, fratello di Nanni.

Saluti libertari

 

lg share en Nanni è partito, e non tornerà. Come quasi 2000 detenuti morti in carcere negli ultimi undici anni.