Ogni famiglia italiana spenderà mediamente nel 2012 427,00 euro per far fronte alle bollette dell’energia elettrica, circa 22,00 euro in più rispetto al 2011. La notizia, che proviene direttamente dalla competente Autorità di Garanzia, di per se stessa non esaltante, è resa paradossale dalla constatazione che circa un terzo dell’incremento è dovuto agli incentivi pubblici sull’energia fotovoltaica. Complessivamente tali incentivi ammontano a 32,00 euro di spesa (sui 427,00 complessivi), mentre una piccola quota a quelli per la produzione eolica e geotermica si fermano alla soglia di 2,00 euro. Se è palese che dal busines dell’energia pulita c’è chi ci guadagna (e non ci riferiamo tanto all’ambiente, quanto alle società che speculano sugli incentivi al fotovoltaico) è altrettanto evidente che a perderci, e pure molto, siano i consumatori, costretti a sostenere oneri aggiuntivi sulle bollette elettriche per finanziare (non si sa quanto volontariamente e consapevolmente) un mercato nazionale manipolato dallo stato e da imprenditori legati a doppio filo alla casta partitocratica.
Attuare politiche ambientaliste e puntare sulle energie rinnovabili è possibile, così come in molte altre realtà, anche senza dover alterare il mercato e gravare pesantemente sulle tasche delle famiglie italiane: pensiamo a strumenti come i Titoli di Efficienza Energetica, ad un’incisiva politica di detrazioni o esenzioni fiscali, al ricorso a Tender ( aste tra imprese competitrici per la realizzazione di un impianto su un’area idonea individuata), alla priorità di dispacciamento delle energie pulite rispetto alle altre fonti energetiche.
Insomma, di potenziali alternative non ne mancano: a mancare probabilmente è la volontà di scardinare un sistema fallimentare, che non solo non ha portato l’Italia al livello di produzione da rinnovabili raggiunto dagli altri Paesi, ma ha prodotto soprattutto l’effetto di redistribuire miliardari guadagni a favore di pochi beneficiari (l’85 % degli incentivi pubblici, infatti, finisce nelle mani delle imprese, e solo il 15% in quelle dei cittadini che optano per le rinnovabili).
Energia pulita in salsa italiota, quanto ci costi ! E ai consumatori le pale girano!





