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	<title>Radicalweb.org &#187; Uncategorized</title>
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		<title>Free Tibet: lettera aperta agli amministratori della Provincia di Reggio Calabria.</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Mar 2012 12:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmelo Impusino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Bandiera tibetana nei comuni reggini]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 10 marzo 1959 il popolo tibetano, dopo nove lunghi anni di occupazione militare da parte della Cina comunista, si ribellò alla violenza dell&#8217;esercito invasore dando inizio ad una drammatica ed eroica rivolta.Le armate della Repubblica Popolare cinese reagirono al sussulto patriottico  stroncando la rivolta nel sangue: circa 87.000 civili tibetani furono uccisi e migliaia ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img src="http://farm6.staticflickr.com/5126/5274535465_fc185b1cb3.jpg" alt="5274535465 fc185b1cb3 Free Tibet: lettera aperta agli amministratori della Provincia di Reggio Calabria. " width="500" height="375" title="Free Tibet: lettera aperta agli amministratori della Provincia di Reggio Calabria. " />
<p class="wp-caption-text">La bandiera tibetana esposta durante il Congresso di Calabria Radicale</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">Il 10 marzo 1959 il popolo tibetano, dopo nove lunghi anni di occupazione militare da parte della Cina comunista, si ribellò alla violenza dell&#8217;esercito invasore dando inizio ad una drammatica ed eroica rivolta.Le armate della Repubblica Popolare cinese reagirono al sussulto patriottico  stroncando la rivolta nel sangue: circa 87.000 civili tibetani furono uccisi e migliaia di dissidenti e di religiosi  persero la libertà.  Il Dalai Lama, leader spirituale della comunità tibetana, fu costretto a lasciare la propria terra e, tuttora, vive in esilio. A ben 53 anni di distanza dall&#8217;inizio dell&#8217;insurrezione, il Tibet è ancora costretto a tollerare un&#8217;occupazione violenta ed illegittima, condotta  con le armi della discriminazione, della repressione, della tortura, dell&#8217;umiliazione. Ad un popolo talmente  pacifico, tollerante e fiero  è addirittura vietato dal governo cinese di esporre la propria bandiera ed  i propri preziosi simboli culturali.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella speranza che il  vessillo &#8220;proibito&#8221; possa tornare presto a sventolare tra le strade di Lhasa e nei meravigliosi villaggi e monasteri sospesi tra i monti dell&#8217;Himalaya, pertanto, chiedo a ciascuno dei Sindaci dei  Comuni della Provincia di Reggio Calabria di dimostrare la propria vicinanza alla causa tibetana,  disponendo l&#8217;esposizione della  bandiera del  glorioso Tibet nell&#8217;aula consiliare dell&#8217; Ente amministrato.</p>
<p style="text-align: justify;">Free Tibet!</p>
<p style="text-align: justify;">Avv. Carmelo Impusino,  Associazione Calabria Radicale e Radicalweb.org</p>
<p> <span style="text-align: center;"> </span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-2921 aligncenter" title="bandiera_tibet2" src="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2012/03/bandiera_tibet2.jpg" alt="bandiera tibet2 Free Tibet: lettera aperta agli amministratori della Provincia di Reggio Calabria. " width="395" height="297" /></p>
<p>&nbsp;
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</div>
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<p><small>© Carmelo Impusino for <a href="http://radicalweb.org">Radicalweb.org</a>, 2012. |
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		<title>L&#8217;emergenza rifiuti in Campania non esiste, l&#8217;ha già risolta Silvio nel 2008. E questa, allora, che è?</title>
		<link>http://radicalweb.org/2010/10/lemergenza-rifiuti-in-campania-non-esiste-lha-gia-risolta-silvio-nel-2008-e-lui-non-mente-mai/</link>
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		<pubDate>Sat, 23 Oct 2010 15:32:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmelo Impusino</dc:creator>
				<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi rifiuti napoli campania]]></category>
		<category><![CDATA[Emergenza rifiuti Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Emergenza rifiuti Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[scontri spazzatura campania]]></category>

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		<description><![CDATA[Addì 23 luglio dell&#8217;anno del Signore 2008, in una Conferenza Stampa tenutasi a Napoli in merito all&#8217;Emergenza rifiuti in Campania sua divina Eccellenza  il Premier Berlusconi, affiancato da Guido Bertolaso, annunciava: &#8221;Qualcuno parlava di una missione impossibile da compiere e invece ci siamo riusciti. Dopo 58 giorni Napoli è tornata ad essere una città pulita, una ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Addì 23 luglio dell&#8217;anno del Signore 2008, in una Conferenza Stampa tenutasi a Napoli in merito all&#8217;Emergenza rifiuti in Campania sua divina Eccellenza  il Premier <a href="http://radicalweb.org/2011/04/berlusconi-perfetto-cattolico-fino-allaltezza-delle-proprie-mutande/" target="_blank">Berlusconi</a>, affiancato da Guido Bertolaso, annunciava: &#8221;Qualcuno parlava di una missione impossibile da compiere e invece ci siamo riusciti. Dopo 58 giorni <strong>Napoli è tornata ad essere una città pulita, una città occidentale, dove non c&#8217;è più il disastro della spazzatura nelle strade&#8221;</strong> . L&#8217;emergenza dei rifiuti in Campania, insomma, era finita. Il premier rivendicava poi di  aver fatto una cosa &#8220;che nessuno in passato aveva potuto realizzare&#8221;, ed annunciava l&#8217;intenzione di chiarire le cause &#8220;che hanno portato a quella situazione su cui dovremo ancora investigare&#8221;, attaccando  &#8221;la sinistra&#8221; che aveva dato &#8220;segno della sua tipica incapacità amministrativa&#8221;. Ed ancora: &#8220;Lo Stato è tornato a fare lo Stato&#8221;,  diceva il premier pensando ai disordini e ai blocchi intorno ad alcune discariche. Che la crisi  dei rifiuti in Campania fosse definitivamente archiviata, era certificato anche dalla seguente <a href="http://www.governoberlusconi.it/detail.php?id=695" target="_blank"> attendibilissima fonte </a> , nonchè da  &#8221;Il Giornale&#8221; (che intitolava  <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/emergenza_rifiuti_finita_ecco_come_governo_ha_ripulito_campania/17-07-2008/articolo-id=276589-page=0-comments=1" target="_blank">&#8220;L&#8217;emergenza rifiuti a Napoli è finita, ecco come il Governo ha ripulito la Campania</a>)  e da tutte<a href="http://blog.panorama.it/italia/2008/07/18/rifiuti-lorgoglio-di-berlusconi-a-napoli-lemergenza-e-finita/" target="_blank"> le migliori e più imparziali</a> testate giornalistiche italiane.</p>
<p>Ecco il trionfale servizio del Servizio del TG5, che mostrava le foto della protesta e poi quelle della città ripulita (nonchè i commenti festosi dei napoletani).</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/0nsGK3FqjiE?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/0nsGK3FqjiE?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://napoli.repubblica.it/cronaca/2010/10/06/news/berlusconi_problema_rifiuti_risolto_a_napoli_al_95_per_cento-7792934/" target="_blank">Ancora il 6 ottobre 2010 Silvio Berlusconi confermava</a>: &#8220;Da quanto mi risulta il problema è stato risolto al 95% ,l&#8217;ho saputo ieri ad alcuni collaboratori campani&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>E se <a href="http://radicalweb.org/2010/03/berlusconi-santo-subitose-il-vaticano-non-accetta-pronto-un-decreto/" target="_blank">Silvio</a> Berlusconi lo ha confermato appena il 6 ottobre, allora perchè dovremmo credere a queste immagini che sembrano testimoniare nuovi scontri e spazzatura? Sarà una manipolazione orchestrata con sofisticati programmi informatici dall&#8217;opposizione comunista. Silvio, si sa, non mente mai.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Pf9GZHjfM-0?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/Pf9GZHjfM-0?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/DL167qb953E?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/DL167qb953E?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object>
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		<title>La Lega Nord e i simboli etnici e religiosi: contro il Burqa e per il Sole delle Alpi.</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 14:06:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmelo Impusino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aggregator]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Crocefisso sentenza corte europea Strasburgo]]></category>
		<category><![CDATA[Lega nord Burka]]></category>
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		<description><![CDATA[Strano rapporto quello tra la Lega Nord e i simboli etnici e religiosi.  Gli uomini  di Umberto Bossi,  lasciati alle spalle i tempi  delle sacre ampolle  ricolme dell&#8217;acqua del  Dio Po, hanno progressivamente assunto posizioni rocambolesche in materia di simboli religiosi ed etnici, imperniate sul concetto: tot pesi, tot misure. 1) Primo Peso e Prima ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/la-trota-e-sole-alpi.jpg"><img class="size-medium wp-image-1549 alignleft" title="la trota e sole alpi" src="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/la-trota-e-sole-alpi-300x300.jpg" alt="la trota e sole alpi 300x300 La Lega Nord e i simboli etnici e religiosi: contro il Burqa e per il Sole delle Alpi. " width="300" height="300" /></a>Strano rapporto quello tra la Lega Nord e i simboli etnici e religiosi.  Gli uomini  di Umberto Bossi,  lasciati alle spalle i tempi  delle sacre ampolle  ricolme dell&#8217;acqua del  Dio Po, hanno progressivamente assunto posizioni rocambolesche in materia di simboli religiosi ed etnici, imperniate sul concetto: tot pesi, tot misure.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">1) Primo Peso e Prima Misura, </span><strong><span style="text-decoration: underline;">IL CROCEFISSO</span></strong>:   In data 03.11.2009 la Corte Europea dei Diritti dell&#8217; Uomo (CEDU), giudicando il ricorso promosso dalla cittadina finlandese Soile Lautsi Albertin, si esprimeva in tal modo  in merito alla presenza del crocefisso negli edifici pubblici, con la quale i magistrati di Strasburgo affermavano:  «La presenza del crocefisso, che è impossibile non notare nelle aule scolastiche   potrebbe essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo religioso. Avvertirebbero così di essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione. Tutto questo potrebbe essere incoraggiante per gli studenti religiosi, ma fastidioso per i ragazzi che praticano altre religioni, in particolare se appartengono a minoranze religiose o sono atei».</p>
<p style="text-align: justify;">In relazione a tale sentenza la Lega Nord  si è contraddistinta per essere stato il partito più intransigente nella difesa dell&#8217;esposizione del Crocefisso negli edifici pubblici: su tutti il Ministro Roberto Castelli ha tuonato:  &lt;&lt; Credo che la Lega Nord &#8211; prosegue &#8211; possa e debba nel prossimo disegno di legge di riforma costituzionale chiedere l&#8217;inserimento della croce nella bandiera italiana&gt;&gt;.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">2) Secondo peso e seconda misura, il</span><strong><span style="text-decoration: underline;"> BURQA</span></strong>:  Sulla scia della controversa legge contro il burqa approvata dalla Francia di Sarkozy, il 17 settembre 2010  la Lega ha presentato una proposta di legge che vieta l&#8217;uso di questo indumento e prevede fino a un anno e mezzo di carcere per chi costringe le donne a indossarlo. La Lega, schieratasi nei mesi scorsi contro i minareti, non ammette l&#8217;esposizione di simboli e di emblemi tradizionali della religione e cultura  islamica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">3) Terzo peso e terza misura, <strong>I SOLI DELLE ALPI AD ADRO</strong></span> :  Come per incanto la simbologia pagana e celtica, messa in soffitta dopo la svolta filopapale della Lega, ritorna in auge ad Adro, comune della provincia di Brescia, nel quale il sindaco leghista Oscar Lancini inaugura un meraviglioso polo scolastico  &#8221;impreziosito&#8221; da diverse centinaia di &#8220;Soli delle Alpi&#8221;, che spuntano ovunque (tra i banchi, sui muri, sulle staccionate, sulle lavagne). In definitiva la Lega difende i simboli celtici e pagani, i soli a poter essere esposti  nei locali pubblici oltre a quelli cattolici secondo gli uomini del Carroccio.</p>
<p style="text-align: justify;">Breve riflessione : qualcuno vuole spiegarlo, o no, alla Lega che per gli artt.3 e 8 della Costituzione tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, senza distinzione di sesso, razza o di religione , e che tutte  le confessioni religiose sono egualmente libere e degne di tutela da parte dell&#8217;ordinamento giuridico?  La Lega ci può spiegare come  si può, per legge, imporre l&#8217;esposizione di una Croce, vietare contemporaneamente  il Burqa e poi finire per ritenere lecita l&#8217;esposizione di centinaia di Soli delle Alpi in una scuola pubblica?  Con quale espediente  giuridico potrebbero  essere mai  giustificate simili discriminazioni , se non rendendo la religione cattolica e i simboli celtici rispettivamente religione e  simboli di stato ? O , forse, è proprio questo l&#8217;obiettivo della Lega? Uno stato ipocrita-confessionale per esaltati autoproclamatisi  discendenti di Odino ( in massima parte con percentuali rilevanti di sangue meridionale nelle vene) , e cattolici solo di facciata ?</p>
<p>Carmelo Impusino
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		<title>Radicali che hanno cambiato partito.Tutti gli ex, da Capezzone a Rutelli.</title>
		<link>http://radicalweb.org/2010/09/radicali-che-hanno-cambiato-partito-tutti-gli-ex-da-capezzone-a-rutelli/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 09:24:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmelo Impusino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[1.0) Ex radicali nel centrosinistra Mercedes Bresso:  Nasce a Sanremo nel 1944, è una stimata economista ed accademica. Fece parte della segreteria nazionale nel ’75, anno caldo delle lotte sull’aborto, quando Emma Bonino finì in carcere.  Nel 1976 viene candidata come capolista nelle file del Partito Radicale di Marco Pannella per la circoscrizione Mantova-Cremona, senza però ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>1.0) Ex <a href="http://radicalweb.org/2010/09/radicali-che-hanno-cambiato-partito-tutti-gli-ex-da-capezzone-a-rutelli/" target="_blank">radicali</a> nel centrosinistra</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/bresso.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1504" title="bresso" src="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/bresso-150x150.jpg" alt="bresso 150x150 Radicali che hanno cambiato partito.Tutti gli ex, da Capezzone a Rutelli." width="150" height="150" /></a>Mercedes Bresso</strong>:  Nasce a Sanremo nel 1944, è una stimata economista ed accademica. Fece parte della segreteria nazionale nel ’75, anno caldo delle lotte sull’aborto, quando Emma Bonino finì in carcere.  Nel 1976 viene candidata come capolista nelle file del Partito Radicale di Marco Pannella per la circoscrizione Mantova-Cremona, senza però essere eletta. Viene eletta come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano al consiglio regionale del Piemonte nel 1985. Successivamente ha aderito al PDS ed ha successivamente assunto incarichi nelle direzioni provinciale, regionale e nazionale dei Democratici di Sinistra. Consigliere regionale del Piemonte dal 1990 al 1995, nel 1994 viene anche nominata Assessore regionale alla Pianificazione territoriale e ai Parchi. Dal 1995 al 2004 è stata Presidente della Provincia di Torino. Nel giugno 2004 è stata eletta al Parlamento europeo con la lista Uniti nell&#8217;Ulivo nella circoscrizione nord-ovest, attività che ha lasciato nella primavera del 2005 per diventare presidente della Regione Piemonte guidando la coalizione dell&#8217;Unione di centrosinistra. Si è ricandidata al medesimo ruolo nelle elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010, uscendo sconfitta con uno scarto di 9372 voti (0,42%). La Bresso ha conquistato una larga maggioranza nella città di Torino, dove ha conseguito il 55,30% dei suffragi, contro il 39,51% di Roberto Cota, perdendo invece in tutte le altre province piemontesi con distacchi significativi a favore dell&#8217;avversario e che hanno di conseguenza rovesciato il risultato dell&#8217;area torinese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/rutelli.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1505" title="rutelli" src="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/rutelli-150x150.jpg" alt="rutelli 150x150 Radicali che hanno cambiato partito.Tutti gli ex, da Capezzone a Rutelli." width="150" height="150" /></a>Francesco Rutelli</strong> :  Nato a Roma nel 1954, approda al Partito radicale, mentre è alla ricerca di una identità personale, in un momento storico in cui fare il radicale è di gran moda ed il partito di Pannella è in forte ascesa, dopo l’affermazione alle politiche del 1976. Nel 1979, a venticinque anni, diventa segretario del Partito Radicale del Lazio, e, un anno dopo viene eletto alla segreteria nazionale dello stesso Partito. Nel periodo radicale si favoleggia della sua infaticabile attività tra i tavolini di referendum e veglie militanti,  nonché di un gesto clamoroso contro le sbarre che chiudevano per motivi di sicurezza una strada vicina all’abitazione di Andreotti. Finì in cella . Anche qui, battendo un record: fu il primo segretario di Partito in cella. Ma non per effetto di Tangentopoli. Aveva incitato i soldati alla disobbedienza civile contro il nucleare, durante una famosa manifestazione per la chiusura della centrale di Latina. Nel 1983, dopo un abile gioco di opzioni-rinunce Rutelli approda a Montecitorio, diventando qualche anno dopo capogruppo dei deputati radicali. Nel 1989 abbandona il Partito di Pannella e si impegna nella gestazione di una nuova formazione politica, all’interno della quale confluiscono molti radicali in cerca di nuove frontiere che scoprono la loro vocazione ecologica: I Verdi Arcobaleno. E’ con quest’ultimo gruppo che Rutelli presenta la sua candidatura a Montecitorio. Il resto della sua evoluzione politica  è storia recente: dopo l&#8217;elezione a Sindaco di Roma ed il Giubileo del 2000 arriva la svolta teo-dem ed il passaggio alla Margherita. Poi l&#8217;adesione al PD, ed infine la scelta di fondare l&#8217; API.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Per chi lo ricorda 25enne segretario radicale l&#8217;unico appellativo possibile è : &#8221; Irriconoscibile</span>&#8220;. ( N.B. La descrizione della carriera politica di Francesco Rutelli è tratta da <a href="http://www.oikos.org/Politica/rutvita.htm" target="_blank">Oikos.org</a> )</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/giachetti.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1506" title="giachetti" src="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/giachetti-150x150.jpg" alt="giachetti 150x150 Radicali che hanno cambiato partito.Tutti gli ex, da Capezzone a Rutelli." width="150" height="150" /></a>Roberto Giachetti</strong>:  Nasce a Roma nel 1961. Comincia a fare politica da giovane, nei movimenti studenteschi e poi a 18 anni nel Partito Radicale fino al 1989, in quegli anni è anche redattore di Radio Radicale. Successivamente aderisce ai Verdi ed è eletto come consigliere circoscrizionale a Roma. Dal 1993 al 2001 è prima capo della Segreteria e poi Capo di Gabinetto del Sindaco di Roma Francesco Rutelli. Tra i fondatori della La Margherita, nel 2001 ne diviene Segretario cittadino di Roma e viene eletto per la prima volta alla Camera dei deputati. Viene confermato alle elezioni politiche del 2006 nelle liste dell&#8217;Ulivo ed alle elezioni politiche del 2008 nelle liste del Partito Democratico. In queste ultime 2 legislature è Segretario d&#8217;Aula per il proprio gruppo. Essendo di estrazione radicale, ha attuato diverse volte lo sciopero della fame: nel 2002 per sollecitare il Parlamento ad eleggere due giudici della Corte Costituzionale mancanti e ripristinare il plenum, nel 2004 per sollecitare la calendarizzazione della legge sul conflitto di interessi, nel 2007 affinché i dirigenti del PD indicassero una data certa per lo svolgimento dell&#8217;Assemblea Costituente e nel 2008 per ottenere le elezioni primarie nella città di Roma. Marco Pannella continua a considerarlo, da sempre, un radicale a tutti gli effetti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/pecoraro.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1507" title="pecoraro" src="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/pecoraro-150x150.jpg" alt="pecoraro 150x150 Radicali che hanno cambiato partito.Tutti gli ex, da Capezzone a Rutelli." width="150" height="150" /></a>Alfonso Pecoraro Scanio</strong>: Nasce a Salerno nel 1959. Inizia la sua attività politica durante gli studi liceali con i movimenti nonviolenti e radicali. Fonda, con altri, l&#8217;Associazione Salernitana del Partito Radicale. Nel 1979 è eletto Presidente del Consiglio Federale del Partito Radicale della Campania Nel 1982 fonda un Centro Giuridico di Denuncia a tutela dei consumatori e l&#8217;Associazione &#8220;Vigilanza Verde&#8221;. Nel 1985 viene eletto al Consiglio comunale di Salerno nelle liste dei Verdi, nel 1987 è assessore della prima giunta di alleanza tra Sinistra e Verdi di Salerno e nel 1989 viene nominato coordinatore dei Verdi europei. In seguito approda al Consiglio regionale della Campania. È deputato dal 1992, eletto a Napoli dove, dallo stesso anno, è anche consigliere comunale.  La fulminante carriera politica lo porta a diventare Presidente dei Verdi, Ministro del Governo Amato II e del Governo Prodi II. Attualmente, dopo una serie di scandali che ne hanno intaccato la figura , e dopo molti insuccessi elettorali ,  è lontano dall&#8217;attività politic.a</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/franco-corleone.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1508" title="franco corleone" src="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/franco-corleone-150x150.png" alt="franco corleone 150x150 Radicali che hanno cambiato partito.Tutti gli ex, da Capezzone a Rutelli." width="150" height="150" /></a>Franco Corleone</strong>:  Ex radicale è anche Franco Corleone, nato a Milano nel 1946. Laureato in Scienze Politiche all’Università Statale di Milano. È stato deputato nell’VIII e nella IX legislatura, membro della Commissione Giustizia si è impegnato nel dibattito per l’approvazione della Legge Gozzini e per la legge sulla dissociazione con i Verdi Arcobaleno. Nella sua carriera politica ha ricoperto incarichi di spicco e continua, tuttora, ad impegnarsi a favore delle tematiche ambientaliste e dei diritti civili. Deputato nella XII legislatura, componente della Commissione Affari Costituzionali. Deputato nella XIII legislatura, è stato sottosegretario alla Giustizia dal 1996 al 2001 con i ministri Flick, Diliberto e Fassino con la delega alla giustizia minorile e al carcere. In questo ruolo ha dato impulso alla definizione e alla approvazione del Nuovo Regolamento di esecuzione delle pene elaborato dal Direttore del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Sandro Margara.  Attualmente è Segretario dell’Associazione Forum Droghe.</p>
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<p><strong>1.1) Convertiti al berlusconesimo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/roccella.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1509" title="roccella" src="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/roccella-150x150.jpg" alt="roccella 150x150 Radicali che hanno cambiato partito.Tutti gli ex, da Capezzone a Rutelli." width="150" height="150" /></a><strong>Eugenia Roccella</strong>:  Nasce a Bologna nel 1953. Figlia di uno dei fondatori del Partito Radicale, Franco Roccella, e della pittrice e femminista Wanda Raheli, trascorre l&#8217;infanzia in Sicilia, affidata ai nonni e a una zia, per poi raggiungere a Roma i genitori in età scolare. Roccella diventa femminista per «trasferire l’autorevolezza che la donna aveva nel privato anche nella sfera pubblica»: entra a 18 anni nel Movimento di liberazione della donna, diventandone leader. Si fa portavoce in quegli anni di molte battaglie femministe, per l&#8217;aborto, contro la violenza sulle donne, per la modifica del diritto di famiglia, per le pari opportunità. Laureata in lettere moderne, è dottore di ricerca presso l&#8217;Università La Sapienza. Si allontana per vent’anni dalla politica attiva per occuparsi della famiglia (due figli, una zia e i suoi genitori). Ha maturato quindi un cambiamento profondo, oggi è vicinissima al Vaticano, difende la legge 40 e si è schierata contro l&#8217;Eutanasia in occasione del caso Englaro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/stracuadanio.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1512" title="stracuadanio" src="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/stracuadanio-150x150.jpg" alt="stracuadanio 150x150 Radicali che hanno cambiato partito.Tutti gli ex, da Capezzone a Rutelli." width="150" height="150" /></a>Giorgio Stracquadanio</strong>:  Nasce a Milano nel 1959.  Negli anni ottanta è attivista radicale milanese.   Giornalista pubblicista di vocazione economica, viene eletto nel 2006 al Senato nelle liste di Forza Italia, ma al fine di favorire il quorum minimo per la costituzione del gruppo parlamentare Democrazia Cristiana per le Autonomie vi aderisce lasciando il gruppo di Forza Italia al Senato. Continua tuttavia a far parte e a frequentare tutti gli appuntamenti politici del partito di <a href="http://radicalweb.org/2010/03/berlusconi-santo-subitose-il-vaticano-non-accetta-pronto-un-decreto/" target="_blank">Silvio</a> <a href="http://radicalweb.org/2011/04/berlusconi-perfetto-cattolico-fino-allaltezza-delle-proprie-mutande/" target="_blank">Berlusconi</a>, rimanendone un esponente effettivo. Si era già candidato alla Camera dei deputati nel 1996 nel Polo delle Libertà, ma non era stato eletto per pochi voti. Oggi è ghost writer e spin doctor di Silvio Berlusconi, è indubbiamente  uno dei più passionari berlusconiani del PDL.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/vito.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1513" title="vito" src="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/vito-150x150.jpg" alt="vito 150x150 Radicali che hanno cambiato partito.Tutti gli ex, da Capezzone a Rutelli." width="150" height="150" /></a>Elio Vito</strong>:  Nasce a Napoli nel 1960. Laureato in sociologia, ha aderito al Partito Radicale Transnazionale ed è attualmente un esponente di rilievo del Popolo della Libertà. È stato eletto alla Camera dei deputati nel 1992 e nel 1994 per la radicale Lista Marco Pannella. Poco tempo dopo aderisce a Forza Italia: viene riconfermato deputato nel 1996, eletto nel collegio uninominale di Catania-Misterbianco per la coalizione di centrodestra; e nel 2001, eletto nella quota proporzionale in Umbria. Nella XV Legislatura è stato membro della Commissione Affari Esteri e capogruppo di Forza Italia alla Camera. È rieletto alla Camera per la sesta volta nel 2008 nella circoscrizione Campania-1 e subito dopo è stato nominato Ministro per i Rapporti con il Parlamento, nel Governo Berlusconi IV.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/calderisi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1517" title="calderisi" src="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/calderisi-150x150.jpg" alt="calderisi 150x150 Radicali che hanno cambiato partito.Tutti gli ex, da Capezzone a Rutelli." width="150" height="150" /></a>Giuseppe Calderisi</strong>: Giuseppe &#8220;Peppino&#8221; Calderisi (Monte Sant&#8217;Angelo, 11 settembre 1950) è un politico italiano. Entrato nel Partito Radicale negli anni Settanta e con questo deputato nell&#8217;VIII Legislatura viene riconfermato nella IX Legislatura. Nella X Legislatura è stato capogruppo del Gruppo Federalista Europeo alla Camera dei deputati. Rieletto nella XII e nella XIII è stato membro della Commissione bicamerale per le riforme istituzionali. Promotore di numerose campagne politiche e referendarie per le libertà e i diritti civili, la laicità, la giustizia, la tutela dell&#8217;ambiente, il sistema elettorale maggioritario ed il bipolarimo. È particolarmente noto per la sua competenza in materia di sistemi elettorali e per aver partecipato all&#8217;elaborazione dei più importanti quesiti referendari radicali. All&#8217;interno del partito radicale è stato Tesoriere tra il 1984 e il 1987 e fra i promotori dell&#8217;Arcod (Associazione Radicale per la Costituente Democratica). Alle elezioni suppletive del 24 e 25 ottobre 2004 si è candidato alla Camera dei deputati nel collegio di Scandicci: sostenuto dalla Casa delle Libertà e da Alternativa Sociale, ha ottenuto solo il 16,8% dei voti ed è stato sconfitto dal rappresentante dell&#8217;Ulivo Antonello Giacomelli. Dopo aver abbandonato negli anni Novanta il partito di Marco Pannella, nel 2005 ha fondato con Marco Taradash, Benedetto Della Vedova e Carmelo Palma, i Riformatori Liberali, del quale è stato Coordinatore nazionale. Nel 2007 diventa membro del Comitato promotore del Referendum elettorale. È tra i soci fondatori e consiglieri di amministrazione della Fondazione Magna Carta. Candidato dei Riformatori Liberali nelle liste di Forza Italia alle elezioni del 2006, non viene eletto, risultando il primo degli esclusi nella circoscrizione dell&#8217;Emilia-Romagna. Calderisi torna però alla Camera in occasione delle elezioni politiche del 2008, eletto nelle liste del Popolo della Libertà.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/capezzone.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1515" title="capezzone" src="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/capezzone-150x150.jpg" alt="capezzone 150x150 Radicali che hanno cambiato partito.Tutti gli ex, da Capezzone a Rutelli." width="150" height="150" /></a>Daniele Capezzone</strong>:  Nasce a Roma nel 1972. Nel 1993 prende la tessera radicale. Nel 1997 svolge il servizio civile a Roma presso Legambiente. Il 15 luglio 2001 viene eletto segretario del neo-costituito movimento dei Radicali Italiani. Dall&#8217;estate del 2001 fino a giugno 2007, ha curato per Radio Radicale la puntata domenicale della rassegna stampa Stampa e regime, oltre a vari spazi di approfondimento e di &#8220;Filo diretto&#8221; (intervista-conversazione) con gli ascoltatori. Nel novembre 2005, viene rieletto per la quarta volta segretario dei Radicali Italiani e gestisce, per parte radicale, la collaborazione con lo SDI per la costituzione di un nuovo soggetto politico di area liberalsocialista, la Rosa nel Pugno. Candidatosi alle Politiche 2006, Capezzone viene eletto nelle file della RnP alla Camera dei deputati nella circoscrizione elettorale Sicilia I. Il 6 giugno 2006 viene eletto Presidente della X Commissione Permanente &#8211; Attività Produttive, Commercio e Turismo (carica che ricoprirà fino al 7 novembre 2007). Dopo aver abbandonato i radicali e fondato Decidere.net diventa portavoce di Forza Italia. Ora è portavoce del PDL.  Scusate  se evitiamo di commentare il suo repentino cambiamento, ma rischieremmo denunce.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/taradash.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1518" title="taradash" src="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/taradash-150x150.jpg" alt="taradash 150x150 Radicali che hanno cambiato partito.Tutti gli ex, da Capezzone a Rutelli." width="150" height="150" /></a>Marco Taradash</strong>: Nato a Livorno nel 1950, giornalista e presentatore televisivo. Ha intrapreso da giovane  una lunga esperienza giornalistica, cominciata a TVL Radiotelevisione Libera, emittente privata livornese attiva dal 1975 al 1977, per poi proseguire a Radio Radicale e che ha toccato L&#8217;Espresso, Prima Comunicazione e Il Foglio, dopodiché è diventato europarlamentare con i Radicali e deputato nel Parlamento italiano prima con i radicali e poi con Forza Italia. In televisione, ha condotto delle trasmissioni di approfondimento politico, Iceberg su Telelombardia e, in seguito, La Zona Rossa su Rete 4. Nel 2005 ha fondato, assieme a Peppino Calderisi (che come lui ha militato in FI), Benedetto Della Vedova e Carmelo Palma (ex Radicali Italiani) un nuovo movimento politico, chiamato Riformatori Liberali. Tra il 2007 e il 2008 conduce una rassegna stampa on-line chiamata 11 Minuti, comparendo in alcuni talk-show televisivi nazionali e locali in veste di politologo e opinionista. Collabora col quotidiano telematico L&#8217;Occidentale, organo della Fondazione Magna Carta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/quagliarello.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1520" title="quagliarello" src="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/quagliarello-150x150.jpg" alt="quagliarello 150x150 Radicali che hanno cambiato partito.Tutti gli ex, da Capezzone a Rutelli." width="150" height="150" /></a>Gaetano Quagliarello</strong>: Nasce a Napoli nel 1960. Iscritto in giovane età al Partito Radicale, negli anni ottanta ne fu segretario cittadino a Bari e poi vice-segretario nazionale. Ebbe un ruolo attivo nelle attività promosse dal partito, quali le campagne referendarie sull&#8217;aborto, il nucleare e la caccia, oltre che la biocard, un testamento biologico in cui il sottoscrittore poteva rifiutare anche l’idratazione forzata. Nel corso di una marcia antinuclearista contro la centrale nucleare di Avetrana, assieme a Francesco Rutelli viene arrestato per essere entrato in una zona off limits. Nel 1994 si iscrive a Forza Italia. Dice di aver attraversato, coerentemente, un percorso interno al liberalismo.  Nella XVI Legislatura si è espresso strenuamente in difesa del disegno di legge Calabrò sul fine vita, in polemica con Gianfranco <a href="http://radicalweb.org/2010/07/fini-e-berlusconi-ceravamo-tanto-amati/" target="_blank">Fini</a>. Al dibattito parlamentare sul caso di Eluana Englaro, ha difeso la sua opinione gridando «Eluana non è morta, è stata ammazzata». Bel percorso interno al liberalismo il suo.</p>
<p><strong>1.2) Altri ex radicali nel centrodestra</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/pera.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1521" title="pera" src="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/pera-150x150.jpg" alt="pera 150x150 Radicali che hanno cambiato partito.Tutti gli ex, da Capezzone a Rutelli." width="150" height="150" /></a>Marcello Pera</strong>: Nato a Luglio nel 1943, è un filosofo e docente universitario. Comincia la sua carriera politica nel partito socialista italiano,  e nel 1994 aderisce a Forza Italia.  Molti, però, forse non sanno che è anche stato radicale dal 1992 al 1994.  In passato Marcello Pera si era definito un &#8220;non credente&#8221;; Pera si è poi avvicinato al pensiero cristiano, accogliendo l&#8217;invito di Benedetto XVI a vivere &#8220;come se Dio esistesse&#8221;. Dice infatti Pera in Perché dobbiamo dirci cristiani (2008): “Io suggerisco di accettare l&#8217;esortazione che il Papa ha fatto ai non credenti: seguire la vecchia formula di Pascal e Kant di vivere ‘come se Dio esistesse’ (velut si Deus daretur). Pera ritiene che sia una soluzione saggia, perché rende tutti moralmente più responsabili : &#8220;Se Dio esiste, ci sono limiti morali alle mie azioni, comportamenti, decisioni, progetti, leggi e così via &#8230;&#8221;. Per le posizioni su questa tematica Pera è considerato un esponente del movimento neoconservatore italiano.</p>
<p><strong><a href="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/dellavedova.jpeg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1524" title="dellavedova" src="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/dellavedova-150x150.jpg" alt="dellavedova 150x150 Radicali che hanno cambiato partito.Tutti gli ex, da Capezzone a Rutelli." width="150" height="150" /></a>Benedetto Della Vedova</strong>: Nasce a Sondrio nel 1962. Già presidente di Radicali Italiani (2001-2003) e leader del movimento dei Riformatori Liberali (2005-2009), è attualmente presidente dell&#8217;associazione di cultura politica Libertiamo e deputato &#8211; dopo aver lasciato il partito del Popolo della Libertà &#8211; del gruppo finiano Futuro e Libertà. Le sue idee politiche ed economiche si avvicinano molto al libertarianismo e al liberalismo della scuola austriaca e al liberismo della scuola di Chicago. In politica estera è un convinto atlantista. Continua ad essere iscritto al Partito Radicale, si è sempre contraddistinto per la propria coerenza ideale, per il proprio liberalismo convinto in materia di diritti civili e libertà economiche.  Esempio perfetto di come si possa continuare ad essere perfetti radicali anche aderendo a partiti politici diversi. In Libertiamo e Futuro e Libertà è stato seguito da altri importanti ex radicali, come Carmelo Palma, Alessandro Caforio e PierCamillo Falasca.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/meluzzi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1523" title="meluzzi" src="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/09/meluzzi-150x150.jpg" alt="meluzzi 150x150 Radicali che hanno cambiato partito.Tutti gli ex, da Capezzone a Rutelli." width="150" height="150" /></a>Alessandro Meluzzi</strong>: Nasce a Napoli nel 1955, è uno psichiatra, politico e personaggio televisivo italiano. Dopo la maturità classica, si è laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Psichiatria a Torino. Ha infine conseguito il Baccalaureato in Filosofia e Mistica presso il Pontificio Ateneo S. Anselmo di Roma. È psicoterapeuta. In gioventù ha aderito alla Federazione Giovanile Comunista Italiana, in seguito ai Radicali, per confluire, infine, nei socialisti. Nel 1994 è eletto nelle file di Forza Italia alla Camera dei deputati sconfiggendo clamorosamente Sergio Chiamparino in un collegio elettorale dove abitano molti operai di Mirafiori. È rieletto, però al Senato della Repubblica, nel 1996. Nel 1998 esce da Forza Italia per aderire all&#8217;UDR. Con lo scioglimento del partito entra nell&#8217;UDEUR in occasione del primo governo D&#8217;Alema per poi passare ai Verdi con la fiducia al secondo governo D&#8217;Alema. Oggi si contraddistingue per comparsate in tv, corredate da croce sul petto in bella vista, e sparate  filo integraliste cattoliche.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Come definirlo se non trasformista?</span></strong></p>
<p><strong>1.3) Ex candidati radicali tra i giornalisti, tra gli uomini di cultura e dello spettacolo ( <a href="http://maurosuttora.blogspot.com/2009/01/mercedes-bresso-eugenia-roccella.html" target="_blank">lista tratta dall&#8217;articolo di Mauro Suttora, ecco il link </a>)</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Stefano Rodotà lasciò i radicali per il Pci nel ’79 perché Pannella non gli garantì l&#8217;elezione. In quegli stessi anni scalpitava fra i radicali salernitani Alfonso Pecoraro Scanio. Sono stati candidati della Rosa nel pugno Gianni Vattimo, Barbara Alberti, Fernanda Pivano, Luca Boneschi (oggi avvocato dei giornalisti milanesi), Giorgio Albertazzi, Salvatore Samperi, Tinto Brass, Riccardo Chiaberge (direttore del supplemento domenicale del Sole 24 Ore), Massimo Alberizzi (inviato &#8220;africano&#8221; del Corsera) e il costituzionalista Michele Ainis. Gli editorialisti Angelo Panebianco (Corsera), Massimo Teodori (Giornale) e Piero Ignazi (Sole ed Espresso) sono ex radicali. Perfino Eugenio Scalfari è stato vicesegretario nazionale del Pr prima di Pannella e consigliere comunale a Milano nel &#8217;60 (quando l’attore Arnoldo Foà fu eletto a Roma). Ma lista dei giornalisti politici ex radicali è sterminata: Lino Jannuzzi (direttore di Radio radicale fino all’81), Paolo Liguori, il notista politico del Tg1 Bruno Luverà, Daniele Bellasio e Christian Rocca del Foglio, Laura Cesaretti (Giornale e Velino), Vittorio Pezzuto (ex segretario nazionale dei club Pannella negli anni ’90, oggi portavoce di Renato Brunetta), Stefano Andreani (cronista parlamentare di Radio radicale, poi potente capo di gabinetto di Andreotti nell&#8217;era Caf, ora dirigente Invitalia – la ex agenzia Sviluppo), Roberto Iezzi (ufficio stampa Camera). Carlo Romeo, oggi capo del &#8220;segretariato sociale&#8221; Rai, è stato fino al ’95 direttore del mitico tg radicale di Teleroma 56, da cui passarono Mauro Mazza, Michele Plastino, Gianni Cerqueti, Giancarlo Dotto, Fabio Caressa, Paola Rivetta&#8230; Infine Iuri Maria Prado, commentatore di Libero: pure lui pannelliano fino al 2006, quando i radicali (ri)svoltarono a sinistra.</p>
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		<title>Rimborsi elettorali ai partiti</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 21:01:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmelo Impusino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[rimborsi elettorali ai partiti dal 1994 al 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanto ci sono costati i rimborsi elettorali ai partiti dal 1994 ad oggi? La Corte dei Conti afferma che i partiti del Bel Paese dalla nascita della Seconda Repubblica  fino al 2008 si sono &#8220;ripartiti&#8221; ben due miliardi e duecentocinquantamilioni di euro: oltre quattromila miliardi delle vecchi lire. A queste cifre vanno aggiunti altri  38 ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quanto ci sono costati i rimborsi elettorali ai partiti dal 1994 ad oggi? La Corte dei Conti afferma che i partiti del Bel Paese dalla nascita della Seconda Repubblica  fino al 2008 si sono &#8220;ripartiti&#8221; ben due miliardi e duecentocinquantamilioni di euro: <span style="text-decoration: underline;">oltre quattromila miliardi delle vecchi lire</span>. A queste cifre vanno aggiunti altri  38 milioni di euro, che costituiscono il &#8220;rimborso&#8221; delle spese elettorali relative alle elezioni regionali del 2010 .   Si tratta di somme a dir poco vergognose  , soprattutto se si considera che nell&#8217;aprile del  1993, con un referendum dall&#8217;esito inequivocabile, i cittadini italiani avevano votato per la soppressione del finanziamento pubblico dei partiti.  Quando verranno mai tagliati furti legalizzati del genere?</p>
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		<title>Indagati, imputati e condannati del PDL: parte seconda.</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 11:29:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmelo Impusino</dc:creator>
				<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Alberico Gambino condannato peculato pdl]]></category>
		<category><![CDATA[Arrestati PDL]]></category>
		<category><![CDATA[Condannati PDL]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo Rivellini]]></category>
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		<category><![CDATA[Pietro Diodato]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Lunardi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato un articolo relativo agli indagati, agli imputati e ai condannati nel corso dell&#8217;ultima legislatura appartenenti al PDL. Abbiamo riportato le vicende di  Dennis Verdini, Ugo Cappellacci, Aldo Brancher, Claudio Scajola, Marcello Dell&#8217;Utri,  Renzo Masoero, Giuseppe Ciarrapico,  Camillo Pennisi, Nicola Cosentino e Nicola Maria Di Girolamo, tutti coinvolti, a diverso titolo, ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/07/imgCache-giustizia.jpg-1216.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1380" title="imgCache-giustizia.jpg-1216" src="http://radicalweb.org/wp-content/uploads/2010/07/imgCache-giustizia.jpg-1216-282x300.jpg" alt="imgCache giustizia.jpg 1216 282x300 Indagati, imputati e condannati del PDL: parte seconda." width="282" height="300" /></a>Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato <a href="http://radicalweb.org/2010/07/indagati-imputati-condannati-del-pdl-nel-2010-facciamo-la-conta/" target="_blank">un articolo relativo agli indagati, agli imputati e ai condannati nel corso dell&#8217;ultima legislatura appartenenti al PDL</a>. Abbiamo riportato le vicende di  Dennis Verdini, Ugo Cappellacci, Aldo Brancher, Claudio Scajola, Marcello Dell&#8217;Utri,  Renzo Masoero, Giuseppe Ciarrapico,  Camillo Pennisi, Nicola Cosentino e Nicola Maria Di Girolamo, tutti coinvolti, a diverso titolo,  in vicende giudiziarie.  Completiamo la lista con altre storie, che meritano di essere raccontate. Fermo restando il principio garantista per il quale nessuno è da considerarsi colpevole fino a sentenza definitiva  di condanna, crediamo sia il caso di discutere della vicenda politica sottostante a questi casi giudiziari, che di certo non rende onore al Governo di questo Paese. Ovviamente modificheremo l&#8217;articolo appena verremo a conoscenza di novità, di qualsiasi tipo, relative alle posizioni giuridiche dei personaggi menzionati, e invitiamo i lettori che fossero meglio informati di noi di aggiornarci e di indicarci tutte le integrazioni e modifiche opportune.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pietro Lunardi</strong>:  Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti nei Governi <a href="http://radicalweb.org/2011/04/berlusconi-perfetto-cattolico-fino-allaltezza-delle-proprie-mutande/" target="_blank">Berlusconi</a> II e III.  Nel giugno 2010 viene inserito nel registro degli indagati, insieme all&#8217;arcivescovo di Napoli cardinale Crescenzio Sepe, nell&#8217;ambito di un&#8217;inchiesta intrapresa dalla Procura di  Perugia sugli appalti per i «Grandi eventi»</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alberico Gambino</strong>: Già Sindaco del Comune  di Pagani ed assessore provinciale al turismo di Napoli,  è stato condannato alla pena della reclusione di  un anno e sei mesi, pena sospesa, nell&#8217;ambito di un&#8217;inchiesta che lo vedeva coinvolto per l&#8217;utilizzo improprio della carta di credito co­munale, per il reato di peculato.  La sentenza è stata emessa in primo grado  il 13 luglio 2009  dal  Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Nocera Inferiore Gabriel­la Passaro, a conclusione del processo con rito abbreviato chiesto dallo stesso personaggio politico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Enzo Rivellini</strong>:  Europarlamentare del PDL ed ex consigliere regionale campano . La  procura di Napoli ha chiuso nel febbraio 2010 con quattro avvisi di garanzia l&#8217;inchiesta sui rimborsi chilometrici dei consiglieri regionali della Campania, che lo ha visto coinvolto. Il pm Graziella Arlomede  ipotizza i reati di truffa e falso nei confronti di Enzo Rivellini, Pdl, da maggio e  di<strong> Pietro Diodato</strong>, Pdl.  Solo truffa il reato contestato a <strong>Luciano Passariello</strong>, Pdl, presidente della commissione regionale anticamorra. Nella vicenda coinvolto anche  Giuseppe Russo del Pd. Secondo l&#8217;accusa avrebbero percepito indebitamente i rimborsi.  Per Diodato si ipotizzano oltre 19 mila euro erogati grazie a un cambio di residenza fuori Napoli ritenuto fittizio. Anche nel caso di Rivellini è configurato un presunto fittizio cambio di residenza che gli avrebbe permesso di ottenere oltre 39 mila euro considerati non dovuti. A Passariello è contestato di aver ottenuto indebitamente 14 mila euro per non aver dichiarato di aver trasferito a Napoli la residenza. Russo non avrebbe invece dichiarato che l&#8217;auto utilizzata per raggiungere il Consiglio era stata rubata ricevendo così 6 mila euro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Linda Savino</strong>:  Giovanissima esponente politica del PDL.  Nel dicembre del 2009 il suo nome è finito nelle indagini della DDA di Bari  che hanno coinvolto ben 129 persone, per alcune conversazioni con  Michele Labellarte. «Elvira Savino – si legge nell’ordinanza – nel momento in cui si era prestata a farsi intestare fittiziamente la titolarità di un conto corrente, era a conoscenza dei pregiudizi penali patiti dal Labellarte, del fatto che era impossibilitato ad operare in prima persona . La deputata, 33 anni, nata a Castellana Grotte, è accusata di aver agevolato l’attività illecita consentendo la fittizia intestazione di un conto corrente bancario. In cambio avrebbe ottenuto – secondo l’accusa – la concessione di una carta di credito collegata alla promozione di un vettore aereo con addebito sul conto di Michele Labellarte, personaggio «chiave» dell’inchiesta; tre aiuti finanziari per complessivi 3.500 euro e due ricariche telefoniche.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Italo Bocchino</strong>: Il giovane rampollo campano, membro  di Generazione Italia e braccio destro di Gianfranco <a href="http://radicalweb.org/2010/07/fini-e-berlusconi-ceravamo-tanto-amati/" target="_blank">Fini</a>, il 28 gennaio 2009 si è visto notificare dalla  Procura di Napoli  un&#8217;informazione di garanzia nell’ambito dell’inchiesta Global service, relativa alla manutenzione delle strade del Comune che ha coinvolto magistrati, deputati ed assessori napoletani, nella quale si ipotizzano per il deputato campano i reati di partecipazione in associazione a delinquere e concorso in turbativa d&#8217;asta.</p>
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